Uganda e gli ultimi gorilla di montagna

Dicembre 2014 - Gennaio 2015 - Diario di viaggio di Rodolfo Bussolaro
33 giorni

Stiamo tutti vivendo una situazione nuova e spiacevole che ci sta mettendo alla prova sia come viaggiatori che come esseri umani in generis.

Noi tutti speriamo che questo cambiamento ci lascerà non solo la morte nei nostri ricordi ma anche un nuovo modo di guardare la vita quotidiana con occhi diversi e specialmente con comportamenti più meritevoli nei confronti dei terzi, sia che siano persone che animali, ne abbiamo bisogno certamente visti certi atteggiamenti di supponenza che ci accomunano ad altre nazioni che si definiscono moderne e industrializzate!

Questo diario mi da la possibilità di condividere con chi lo leggerà un viaggio che fu realizzato proprio nel mezzo dell’ultima epidemia dell’ebola che colpì la nostra amata AFRICA, uso la parola amata perché penso che chi ha anche solo vissuto un viaggio laggiù possa capire cosa intendo per AMARE questo continente con tutte le sue contraddizioni che lo distinguono ma anche con il suo fascino inimitabile!

Non sono uno scrittore o un giornalista ma un semplice viaggiatore, che cerca di usare i viaggi di gruppo solo quando, come in questo caso per l’Uganda, è costretto per ragioni di sicurezza e di logistica ad optare se andarci autonomamente con i relativi rischi o non andarci per non scendere a compromessi che i viaggi di gruppo hanno inclusi nel loro prezzo in generale. 

Di conseguenza mi scuso se il mio racconto non sarà all’altezza delle vostre aspettative ma comunque è stato scritto solo con la voglia di trasmettere ad altri il desiderio di visitare questo paese africano ma sopratutto per avere la straordinaria esperienza di essere a contatto con l’animale che più di altri ci accomuna (il GORILLA) e che proprio per la sua precarietà di sopravvivenza ha bisogno del nostro contributo economico che solo attraverso questo viaggio in Uganda, ma anche in Congo o Rwanda, lo potrà aiutare ancora in futuro a sopravvivere a tutte le azioni negative che l’essere umano mette in campo per eliminarlo!

 L   utto ebbe inizio nell’anno 2013, ero indeciso tra l’Uganda e l’Etiopia, alla fine riuscii ad organizzarmi il viaggio in Etiopia e la sua regione Dancalia e l’Uganda restò in stand by, poi al ritorno dall’Etiopia a gennaio 2014, ritornai sul pensiero dell’Uganda ,anche se sapevo che sino alla prossima stagione invernale non ci sarei potuto andare.

Iniziai a pubblicare un annuncio per la ricerca di eventuali compagni di viaggio, come di solito faccio per quasi tutti i miei viaggi, ma inaspettatamente mi si presenta un’occasione da non perdere.

Vista la notevole distanza temporale che mi separava dal prossimo inverno 2014-2015, telefonando ad un mio amico di viaggi, un certo IVAN, che molti di quelli che leggeranno questo diario conoscono bene, vengo a sapere che lui stava pensando la stessa cosa per il prossimo dicembre 2014, anzi che stava già per comprare anticipatamente il biglietto aereo per cautelarsi dai possibili aumenti che durante le feste natalizie compaiono sempre.

Di solito non viaggio durante le feste natalizie o durante i periodi di alta stagione ma, visto che anche per l’Etiopia avevo dovuto prendere quel periodo per poter partecipare ad un tour così particolare come la Dancalia, allora decisi di acquistare il biglietto dopo un mese circa dalla data dell’acquisto di Ivan.

Visto che non ho più impegni di lavoro, decisi di comprare il biglietto con la partenza posticipata di circa una settimana dal suo arrivo, esattamente il 11/12/14 con il ritorno al 12/01/15, lui sarebbe arrivato il giorno 21/12/14 e il suo ritorno sarebbe stato il 05/01/15, tutti e due nel frattempo avevamo letto un diario di un sig. chiamato Diego, il quale aveva fatto pubblicare il tutto sul sito di un nostro reciproco amico, il quale è dedicato all’argomento viaggi in modo molto vasto e dettagliato.

Questo sig. Diego aveva usufruito dei servizi di un tour operator ugandese, gestito in cooperazione con un italiano, abitante a Milano, la differenza che ci aveva attirato nel scegliere questa organizzazione è stata la loro iniziativa etica di inserire nel tour, una esperienza di pernottamento e conoscenza presso una famiglia ugandese, onde consentire ai partecipanti di entrare nella realtà del paese con tutti se stessi e non sfiorando il tutto pernottando e mangiando solo nei soliti hotel ecc creati per i turisti.

E così mi acquistai il mio biglietto con: egypt air il primo marzo per un tot di 460£.

Da lì in poi iniziammo a contattare il referente italiano, perché lui potesse organizzarci con i referenti ugandesi il tour di 12 giorni che ci avrebbe permesso di avere una visione sufficiente dell’Uganda e soprattutto di permetterci di incontrare i famosi gorilla di montagna che solo laggiù e in pochi altri luoghi dell’africa si possono vedere nel loro ambiente naturale.

Naturalmente io, per sfruttare i giorni supplementari del mio viaggio, che avevo prima dell’arrivo di Ivan e anche dopo la sua partenza, iniziai a studiarmi il paese per capire cosa potevo fare da solo laggiù.

Oggi in data 02/09/14 mentre sto scrivendo questa doverosa introduzione ho deciso che passerò i miei giorni iniziali sulle isole Ssese, le quali si trovano nel lago vittoria, il quale lago l’Uganda divide con il Kenya -Tanzania , le isole che ho scelto di visitare poi in realtà non tutte sono visibili e con possibilità di pernottamenti, per cui ho scelto l’isola principale, chiamata: Bugala , dove esistono le maggiori possibilità di trovare un giusto compromesso economico per le mie esigenze e per il mio portafoglio??

Mentre al ritorno dal tour con Ivan dovrei andare nella cittadina chiamata: Jinjia , dove in riva al fiume Nilo trascorrerò con Ivan i suoi ultimi giorni in Uganda visitando i dintorni e poi alla sua a partenza deciderò se restare sino alla fine dei miei giorni o spostarmi nella zona del monte Elgon altra zona interessante da visitare in questo paese.

Eccomi qui: 11/12/14, sono partito dall’Italia nel pomeriggio alle ore 13:30 da Malpensa e ora sono fermo al Cairo in attesa della coincidenza per Entebbe che partirà alle ore 21:45, ho già aggiunto un’ora all’ora italiana e ne aggiungerò un’altra all’arrivo in Uganda.

Il viaggio da Milano al Cairo sarebbe anche stato ok se non fosse stato per la presenza di due famiglie e tre bambini che hanno pianto per tutte le 4 ore del viaggio , una prova di pazienza che mi ha messo molto nervoso in corpo , ora mi auguro che vada meglio per il prossimo volo!! Aggiungo che assieme ad Ivan arriverà una sua compagna di viaggio , Rossana , che ha conosciuto in Ruanda questa estate, la quale dividerà con noi questo tour LAGGIU.

 

Eccomi qui : 12/12/14

Anche l’altro volo verso Entebbe ha avuto la stessa sorte, anzi peggio. Comunque per il resto tutto ok, orario rispettato, controlli sanitari all’arrivo e veloci operazioni burocratiche del visto e bagagli.☺

Saltata l’operazione cambio valuta per andare subito a letto, tempo 15 min di assoluto non traffico e prendevo possesso del grazioso bungalow presso la prima struttura ad Entebbe chiamata: lake victoria view guest house – 55$ per notte con colazione e pick up dall’aeroporto incluso, wifi nell’area comune, grande gentilezza da parte dello staff . Ho chiesto aiuto per il cambio dei soldi e per il boat e verrò accompagnato al porto e durante il trasferimento anche all’ufficio cambio. Il primo impatto con l’Uganda è positivo, il tempo per ora non dimostra altrettanto, nuvoloso ma senza pioggia, comunque la temperatura è mite e già questo mi consola pensavo al freddo che ho lasciato alla mia partenza da Milano.☺

Verso le ore 12 decidiamo di posticipare alle ore 13 la mia partenza per il porto, così mangio un piatto veloce nella guest house e aspetto il taxi che arriva puntuale prima delle ore 13, mi ferma ad un ufficio di cambio dove cambio 550 € per un tot di 1,820,000 scellini ugandesi al cambio di 1 € per 3300 shsh, qualcosa più dell’aeroporto. Poi al porto dove vengo lasciato in custodia del solito galoppino che accoglie i turisti bianchi, il quale mi porta in un bar ristorante che si trova all’interno dell’area del porto e dove posso sedermi e depositare i miei bagagli all’ombra, sì perché nel frattempo il sole è uscito e picchia non male.☺

Vengo chiamato per fare il biglietto e verso le ore 13:45 inizia il trasferimento a bordo del boat, ma che purtroppo, con mio disappunto, vengo a scoprire essere un barcone modello Lampedusa , questo cambio è in vigore già da un po’ di tempo perché il boat governativo, di dimensioni generose è adatto anche al carico delle macchine, e sulla sponda tanzaniana per essere riparato, ma chissà quando, visto che il governo ugandese non vuole pagare la riparazione. Così dopo averlo caricato all’inverosimile di persone e merce alle ore 14:30 si parte, a parte il sott. A bordo trovo un sig. Svizzero sulla settantina è una Coppia mista, il resto è composto solo da locali. Il sig. svizzero mi dice che, vista la mia preoccupazione per il barcone in oggetto, il lago e calmo e non ci saranno problemi. Comunque sempre questo svizzero, prima di partire chiede di vedere i giubbini di salvataggio,dei quali, in effetti, non si vedeva l’ombra. Come per incanto arrivano due galoppini e iniziano a scaricare all’interno del barcone i famosi giubbini , non per tutti ma comunque un bel numero. Io su insistenza di un ragazzo locale con il quale avevo intrattenuto conversazione nell’attesa della partenza, ne prendo uno e lo tengo vicino a me, sopra i miei bagagli che mi impediscono di muovermi dalla mia posizione. Peccato che la profezia del sig. svizzero si scontra con il vento che, dopo solo un’ora di navigazione, si presenta e agita le acque del lago come fossimo in mare, a questo punto mi infilo anch’io il giubbino e inizio a pensare come dovrei comportarmi se questo maledetto barcone di dovesse rovesciare. Avevo avuto una simile esperienza in Tanzania perché per raggiungere l’isola di Mafia, avevo preso un barcone simile, ma in quel caso avevo potuto poi ritornare con un piccolo aereo, ma qui questa opportunità non esiste, o il barcone, che non doveva essere questo, oppure una attraversata più corta dall’isola principale alla terraferma, ma con il problema di una lunga percorrenza con dei bus e con un costo totalmente diverso dai 5 € di questo barcone. Comunque la gente durante la traversata, anche se tumultuosa e al limite del rischio, ha reagito come se fosse normale per loro rischiare la vita, e purtroppo il ragazzo locale mi conferma la normalità della situazione provocata dal vento e dalle condizioni del barcone, ma mi conferma anche che non sono mai successi incidenti gravi da causare problemi ai passeggeri. tutto questo è solo una giornata come tante altre qui in Africa, una giornata che potrebbe essere l’ultima ma che fa parte del destino di questo continente. Io però a questo destino avrei fatto volentieri a meno. ma è troppo tardi per scendere o per pregare, come qualcuno fa, cerco di pensare che non deve succedere proprio oggi, e mi riprometto di ripensare a come ritornare fra nove giorni ad Entebbe. Sono questi i momenti in cui un viaggio diventa un incubo, dove dopo aver programmato tutto e ricercato più notizie possibili scopri che anche il web non è sufficiente, scopri che magari il nostro referente in Uganda avrebbe potuto informarmi che il vero boat non era in servizio è che era meglio cambiare programma per questi primi nove giorni in solitario, allora mi concentro sul momento che sto vivendo e se succederà, cercherò di vendere cara la pelle, per portare a casa un’altra esperienza che nessuno vorrebbe ma che potrebbe succedere in queste situazioni limite. Ma il destino oggi dice che non è arrivato il momento, perciò dopo un’altra ora di sofferenza il lago si calma e finiamo con i giubbini buttati in un mucchio in mezzo al barcone. Ore 18 si arriva a kambuloga e puntuale trovo il mio pick up che mi trasferisce alla mia scelta su quest’isola – brovad sands lodge, gestita da gente locale ma trovata sul web tramite un ufficio di Kampala che gestisce una pagina web con le caratteristiche di questo lodge, ho scoperto dopo che a Kampala per questo servizio si fanno pagare, mentre si può prenotare direttamente su questa email del manager del lodge, il sig. Erick lett o tramite il numero telefonico dello stesso : 0789842383,il mio contratto era un half board che prevede la colazione e la cena, costo 150.000 su, che di solito è a buffet, a mezzogiorno menù alla carta, non conviene fare full board perché se non pretendete un pranzo super con max 25.000shsh dal menu trovate di tutto, mentre per il full board mi avevano chiesto 200.000 shshs al giorno, in più siete liberi anche di avere possibilità di uscire al mattino e pranzare in giro. Veloce trasferimento alla mia sistemazione, doccia fredda perché qui il rubinetto con l’indicazione blu corrisponde all’acqua calda e viceversa il rosso ecc??, peccato non averlo saputo prima.

Ore 20 dinner con altre 10 ospiti, buffet non molto speciale ma siamo in Africa e ci vuole pazienza e adattamento ?☺Ore 22 finalmente a letto, ho una camera enorme, bagno con doccia e vasca posizionata a ridosso di una enorme finestra, la stanza che funge anche da salotto e posizionata vista lago, tv, un letto doppio matrimoniale, angolo lettura e scrivania praticamente ho una camera doppia che pago come singola, penso non meno di 50 metri quadri. Finisco questa pagina del diario e mi addormento guardando l’enorme soffitto di questo bungalow, enorme d’altezza e anche di larghezza, e mi fermo a pensare che non ho mai avuto una sistemazione così spaziosa durante i miei viaggi, sia da solo che in coppia, forse questa volta ho esagerato, per paura di non trovarmi bene ho scelto più di quello che di solito cerco, ma in fin dei conti me lo merito, solo per il rischio che ho corso con la traversata del lago.

 Oggi 13-12-14

Primo giorno completo sull’isola kalangala, preparazione della colazione e tutto il resto dei vari pasti con i tempi africani. Poi ai bordi della piscina su comode straio attrezzate con materassini SINO alle ore 12, doccia e ordino nel frattempo quello che aspetterò poi, intanto loro mi preparano un tavolino solitario nel parco in riva al lago, dove mangio un buon piatto di nodulles. Poi di nuovo ai bordi della piscina, che oggi mi spiegano riprenderà a funzionare correttamente, visto che aveva avuto un problema elettrico e l’acqua era rimasta sempre ferma, ma staremo a vedere. Comunque una famiglia di colore nel pomeriggio ne usufruisce allegramente. Verso le ore 17:30 il sole c’è ancora ma non in riva al lago e ai bordi della piscina, per cui camera e ginnastica giornaliera, come se fossi a casa mia, doccia e cena con il resto degli ospiti.

 

14-12-14

Prima domenica in Uganda, una giornata come tante per le persone che lavorano qui, sono in 11 e hanno 4 giorni a testa per mese come riposo e per poter ritornare dalle famiglie, il resto dell’anno lo passano qui al lavoro, la struttura non chiude mai, Faccio fatica a pensare come possano tenere aperto tutto l’anno, anche senza grandi presenze ma probabilmente con i salari che prendono la cosa si può fare? Oggi sono rimasto io e la coppia mista, forse nel momento in cui sto scrivendo dal maledetto boat stanno scendendo altri ospiti, lo scoprirò a cena. Comunque oggi ho conosciuto un’altra persona di colore che, come altre possono entrare nella struttura per mangiare o solo per bere una birra durante il giorno e passare un po’ di tempo in riva al lago, la quale mi ha spiegato che il boat che è attualmente in uso e già da un anno che fa la spola da Entebbe a qui, un anno e io non sono stato capace di trovare informazioni di tutto questo comunque la buona notizia è che non si è mai rovesciato, ma solo fermato parecchie volte in mezzo al lago per avarie al motore? Anche lui ha provato questa traversata e anche lui dice che non la vuole rifare per il rischio che comporta, mi ha spiegato che dovrei prendere un taxi dall’hotel Sino alla sponda chiamata Masaka, che si trova su un’altra zona di quest’isola, poi si attraversa con un’altro ferry per 30min e dopo dovrei prendere un bus per Kampala, arrivato a Kampala un altro bus per Entebbe, e di questo servizio ci sarebbero 4-5 corse al giorno, insomma un bel viaggio con tutto il mio bagaglio appresso e usando i bus ugandesi, i quali partono quando tutti i posti a sedere sono pieni e quando anche le galline sono state caricate. Be almeno adesso so che alternativa ho, ci penserò su, ma in questo momento non saprei quale scegliere con entusiasmo. Comunque oggi dopo una telefonata a Kampala il responsabile della struttura ha risolto il problema della connessione e finalmente ho potuto telefonare in Italia e navigare sul web decentemente. 

15/12/14

Questa mattina ho visitato il paese che sovrasta la collina di quest’isola, solo per curiosità ma come immaginavo è solamente una strada in terra battuta rossa, sulla quale al passaggio di qualunque mezzo a 4 ruote si solleva la polvere che bisogna sopportare e con la quale devono convivere ogni giorno queste persone con le loro attività che consistono in piccoli negozi, piccoli bar, vi sono anche due distributori stile far west, due banche ecc, 35 min a piedi per arrivarci, splendida vista sulle isole circostanti ma purtroppo difficilmente fotografabili senza invadere le proprietà private, quasi tutta in salita, visto che qui Siamo a livello del lago, e al ritorno ho preso un boda -boda (una moto con autista) per 400 shsh, naturalmente ho dovuto chiedere di ridurre la velocità, perché la loro spregiudicatezza nel guidare su queste strade piene di buche e ammirevole ma ho preferito non conoscere uno dei loro dottori. Al ritorno trovo nuova gente che ha deciso di passare la giornata in questa struttura mangiando in riva al lago e usando al piscina, la quale mi è stato spiegato riceve l’acqua da una fonte dalla collina e addizionata con il cloro, viene immessa passando da un’enorme filtro direttamente nella vasca, almeno non pescano l’acqua del lago. Così conosco una Coppia di americani che vivono qui ormai da dieci anni, mi sembra d’aver capito che fanno parte della categoria dei missionari, la sig. mi conferma che ha preso due volte la malaria, ma che le medicine che qui usano sono migliori di quelle che si possono trovare nel nostro paese, perché essendo la malaria differente da zona a zona, i medicinali non sono tutti uguali così per ogni ceppo si viene curati con una medicinale diverso o un mix di medicinali adatti a questo scopo. Si impara sempre cose nuove parlando con tutte le persone che si incontrano in viaggio, specialmente se vivono nel luogo che stiamo visitando. Comunque oggi il lodge pupula di persone, quante di queste rimarranno per la notte lo scoprirò domani mattina.

16/12/14

Ora 10:30 solo due coppie che stanno avendo la colazione, forse qualcuno la prende in camera, ma comunque il grosso degli ospiti di ieri se n’è andato come avevo previsto. Oggi il tempo non è come i giorni scorsi e il sole non vuole uscire, anche l’aria si è rinfrescata e dal mio risveglio non abbiamo la corrente, mi si dice che erano stati avvisati ieri sera di questa interruzione per problemi di manutenzione. Ho rinunciato all’escursione con il quad, dopo che ieri sono passato davanti all’unico noleggiatore del paese e ho potuto vedere con i miei occhi i veicoli esposti. Sarebbero stati soldi buttati e polvere mangiata di certo, meglio rinunciare e mangiare un piatto di cibo in riva al lago. Anche in questa occasione le immagini che il web trasmette non corrispondono poi alla realtà, meglio controllare di persona prima di prenotare qualsiasi cosa, specialmente in Africa. Comunque stanno aprendo un nuovo centro di attività ricreative per i turisti, inclusi i quad, sempre nel paese, e dall’edificio in costruzione sembrerebbe una cosa più seria. La corrente arriva dopo le ore 14, la connessione invece è sempre lenta, chissà perché continuo a pretendere questa cosa, non voglio rassegnarmi che sono su un’isola e per di più in Africa, ma forse perché a Entebbe la connessione viaggiava più veloce delle nostre in Italia. Comunque oggi visto che il sole andava e veniva ho voluto uscire dal lodge e andare a far visita alle due sistemazioni che si trovano sulla stessa spiaggia e che sono situate prima della mia, conclusioni assurde. La prima chiamata: island club Ltd , mi ha chiesto la stessa cifra che pago qui ma con una differenza di stanza che il proverbio : dalle stelle alle stalle è proprio indicato per questa richiesta ,c , il prezzo chiestomi per il full board a 150.000 è veramente una vergogna per la stanza bungalow che mi hanno mostrato , mentre per il half board mi hanno chiesto 100.000 shsh e bed & breakfast – 70.000shsh , ma poi dovrete mangiare alla carta sul posto ,perché siete lontani dal villaggio. Non mi sono fermato alla seconda scelta ,perché ho dedotto ,vedendo la costruzione che risulta la più recente , che il prezzo sarebbe stato in linea con quello che pago io , comunque il nome e : merembe resort . Finisco la serata in riva al lago accanto al fuoco che ogni sera accendono le guardie notturne del lodge che , penso mantengano sino al mattino, un modo molto romantico per una coppia in vacanza qui.

17/12/14

Anche questa giornata è partita con il tempo nuvoloso, e sul web preannunciano anche per i prossimi tre giorni la stessa situazione. Non ho altra scelta che rimanere qui, visto che anche Entebbe ha la stessa situazione è visto che se tornassi anticipatamente dovrei spendere di più e avere meno in cambio di quello che ho qua. Mi rimane solo da leggere e navigare sul web quando la connessione e buona e quando non tolgono la corrente, come è successo anche questa scorsa notte. Il lodge possiede un generatore di emergenza ma per questione di costi lo accenderebbero solo in caso di un prolungato black out da parte della centrale che alimenta l’isola.

 ..    18/12/14

Anche oggi, come previsto, nuvoloso e numerosi tuoni durante il mattino e il pomeriggio ci fanno compagnia, ma senza pioggia alcuna. Noia Assoluta. Finalmente dopo la cena vengo avvisato che si stanno organizzando per andare al pub a ballare, c’è qualche problema per recuperare un taxi ma poi alla fine verso le ore 22 arriva un amico del cuoco con un van e dopo aver mangiato a sbaffo qualcosa dalla cucina del lodge, si parte in sei. La strada per arrivare a questo pub attraversa il paese sovrastante e poi scende sino in riva al lago, probabilmente in un’altra zona dell’isola che io non ho visto perché lontana e accessibile solo superando la collina del paese, il pub si presenta bene in termini di spazio e possiede anche una copertura benché sia aperto da tutti i lati. Però amara sorpresa c’è un solo cliente che sta ballando da solo, e l’unica presenza femminile è data dalla ragazza che serve da bere al bar. Comunque la musica invita al ballo e tutti e sei iniziamo a ballare al ritmo di canzoni africane, misto reghetton e altro, alcune in swahili, alcune in inglese, comunque sempre coinvolgenti☺. La differenza del movimento dei nostri corpi e sostanziale e non c’è gara, io mi difendo egregiamente ma competere con loro è una sfida persa in partenza, più inventi qualcosa è più loro si eccitano a mostrarti il loro infinito repertorio di movenze e di indescrivibili e sensuali gesti, c’è la tendenza ad imitare la musica da strada afroamericana ma solo parzialmente, perché prevale una voglia di ballare una specie di ballo di gruppo con inserimenti al centro di esibizioni isolate per dimostrare la propria personale bravura, infatti in quei momenti il singolo può fare la differenza e viene applaudito e incitato con veemenza dal resto del gruppo , non oso immaginarmi , ma mi ricordo in Tanzania , quanto sarebbero stati eccitati dalla presenza di ragazze in pista. Verso le ore 23 arrivano due coppie , le due donne ballano nella zona del bar , vicino ai loro partner , per fortuna non ci Graziano della loro presenza , visto che i loro corpi in due occupano lo spazio di 4 ragazze. Però la loro presenza eccita il mio gruppo , si capisce benissimo che , il solo vedere una presenza femminile , li fa sognare altre situazioni più esagerate , lo si capisce dai loro gesti , rivolti nella direzione delle due danzatrici , che assumono movenze chiaramente volgari a discapito della presenza dei loro partner. Non mi preoccupo e continuo a danzare senza coinvolgermi dal loro comportamento , comunque il numero dei miei compagni mi permette di essere tranquillo , anche se i loro partner avessero qualche reazione. Verso le ore 24 si inizia a discutere se è giunta l’ora di lasciare questo desolato pub per tornare alle nostre sistemazioni , sistemo il conto di tutti i presenti , com’è giusto che sia e con meno di 10 € ho passato una serata diversa e simpatica su quest’isola del lago vittoria. Il ritorno e un’altra avventura e un’altra prova di guida , condotta su strade che dovrebbero essere solo frequentate da robuste jeep, ma comunque tra colpi paurosi alla scocca sottostante del van e paurosi ondeggi per superare buche esagerate alla fine il ritorno mi risulta più veloce dell’andata☺. Con un lala salama (buona notte) in swahili ci si congeda e alle ore 01 si entra nelle rispettive stanze , doccia e a nanna con ancora il suono tribale nelle orecchie che mi accompagna ancora per un po’ di tempo.

 19/12/14

Ultimo giorno sull’isola , malgrado le previsioni negative oggi il sole ci ha graziato e ho potuto beneficiare di questa gradita sorpresa. Ho finito di regalare alcune cose ai più amichevoli componenti dello staff e preparazione bagagli per essere pronto domani mattina alla partenza del maledetto boat delle ore 08 . Devo aggiungere che ho lasciato le mie rimostranze per lo stato negativo della piscina , ho scritto sul loro foglio adibito ai commenti degli ospiti , il suggerimento di comprare una copertura per la stessa , onde evitare ogni giorno la raccolta delle foglie e altro che puntualmente durante la notte e il giorno cadono dentro la piscina , e magari cambiare l’acqua più spesso. Per il resto non posso lamentarmi , tutti cordiali e premurosi per accontentarvi nei vostri desideri o bisogni , sempre considerando che siamo in Africa.

 20/12/14

Durante la notte , verso le ore 04, benché uso i tappi , vengo svegliato da forti tuoni e lampi luminosi , dopo circa un’ora inizia a piovere come da tempo non vedevo, cerco di dormire ma il pensiero che al mattino dovrei svegliarmi per prendere il maledetto boat , non mi fa stare proprio bene , per cui mi sveglio prima della mia ora prestabilita e inizio a pensare cosa mi conviene fare se verso le ore 07:30 la situazione fosse ancora così . Alle ore 06:30 puntuale arriva Eric con un ombrello, apro e espongo a lui le mie preoccupazioni e decidiamo di aspettare almeno le ore 07 , dopo la colazione , il da farsi . Scendo al ristorante e trovo acqua dappertutto , purtroppo essendo una struttura aperta nel mezzo tra la sala ristorante e il bar , l’acqua di queste proporzioni e così violenta penetra come vuole , comunque mentre faccio la colazione si rasserena il tempo e diminuisce la pioggia , la cosa mi fa decidere di riprendere il boat , all’orizzonte verso Entebbe decisamente si sta schiarendo e io là devo dirigermi ,per cui senza esitazione confermo il mio pick up ad Erick . Prendo i miei bagagli e assieme a lui mi dirigo al mini van dove dopo avere caricato i miei bagagli vengo informato che ci sono altre due coppie in partenza con me . E arrivano tranquillamente in ritardo , sono le ore 7:30 e stiamo partendo. Sono due coppie che vengono da Kampala , tutte e due appartengono alla classe media di questa nazione, le quali si possono permettere queste vacanze e altro, ma però anche loro prendono il maledetto boat con il sottoscritto. Sono vestiti con abiti ricercati e le due donne hanno gioielli e pettinature di tutto rispetto , uno degli uomini addirittura indossa un giaccone in montone , sembra eccessivo ma durante questo temporale la temperatura è scesa parecchio e anch’io sono ben imbottito , prevedendo poi durante la traversata che l’aria sarà ancora più fredda. Arriviamo al porto e naturalmente la maggior parte delle persone ha già preso i posti migliori , ma comunque la sorpresa migliore e vedere che il primo boat usato per il trasferimento sull’isola , è stato sostituito con un altro ben più grande è decisamente più sicuro , sempre di un boat si tratta ,ma almeno questo dimostra di poter affrontare il lago con più sicurezza , e oggi è l’ideale, visto il tempo che si è scatenato questa notte, e che non sembra finito ancora. Saliamo e quando vedo queste due coppie , di cui una con un bambino di sette mesi!! Mischiarsi al resto della povera gente , mi immagino l’imbarazzo è l’invidia che stanno suscitando al resto degli ospiti , e penso : una piccola soddisfazione per queste povere persone vedere che anche queste coppie così raffinate devono rischiare la vita e devono sedersi sulle panche tutte bagnate e sporche e  come loro giocarsi la vita rischiando come loro fanno tutti i giorni. Come per l’altra volta si aspettano gli ultimi ritardatari e il barcone parte verso le ore 08:30, nell’attesa riprende a piovere. Naturalmente durante la notte il barcone è rimasto ormeggiato e durante il temporale si è riempito e bagnato tutto internamente , svuotamento con bottiglie di acqua e secchi improvvisati , ma le panchine , dove tutti ci siamo seduti sono bagnate. Prima di partire vengono caricati: due letti di legno smontati, Sacchi con materiale sconosciuto, sacchi di pesce, uno dei quali mi viene sbattuto sul braccio sx è così mi ritrovo il giubbotto con una bella puzza di pesce che mi accompagnerà per tutta la vacanza, visto che non mi fido senz’altro a farlo lavare qui. Sacchi che naturalmente presentano vistosi buchi da dove fuoriescono teste e pinne di pesce. Si parte tra la gioia di tutti i partecipanti di questa avventura, riesco a immortalare prima della partenza la tazza del cesso di fortuna che è stata piazzata sulla cima della poppa, proprio dove sono seduto io, a pochi metri, tazza di un cesso che scarica direttamente nel lago, naturalmente senza nessuna protezione visiva al resto dei viaggiatori, speriamo di non averne bisogno e speriamo anche che nessuno ne abbia bisogno. Ma questa è l’Africa, chi non ha mai visto tutto questo la prima volta rimane shoccato ,ma poi diventa puro folclore. Dopo solo mezz’ora la pioggia si unisce ad un serio temporale, il telone che ci copre presenta dei buchi e oltre a quelli l’acqua si accumula creando pericolose sacche che qualcuno della navigazione cerca di bloccare , provocando vistose entrate di acqua sulle teste dei passeggeri che sono seduti in posizione centrale, io ho trovato posto sul laterale ma anch’io non posso evitare che l’acqua lateralmente, soffiata dal vento, non mi bagni la schiena. È una situazione assurda che non pensavo di subire, mi infilo il giubbino di salvataggio ,che questa volta mi viene consegnato quasi nuovo, e mi chiudo a riccio con il cappuccio in testa , non c’è possibilità di muoversi, la scafo è zeppo e ognuno deve prendersi la sua razione di acqua e disagio. Ma lo scafo si comporta bene e benché sollecitati dalle onde provocate dal temporale, il beccheggio è inferiore al primo boat preso ☺. Però dopo un’altra ora di navigazione il mio stomaco inizia a darmi segni di vomito, avrò vomitato tre volte nella mia vita, e se succede questa volta è veramente triste, colazione leggera per questa traversata ma non è servito a niente. Mi concentro e cerco di respirare e deglutire l’acidità che mi sale dallo stomaco, poi individuo la causa di tutto ciò: il tanfo che mi giunge, dall’inizio partenza, dei pesci nei sacchi, mischiato agli altri odori che potete immaginare senza che ve li descriva, mi sta provocando questo imprevisto fastidio. Il barcone si ferma su un’altra isoletta per caricare altre persone, come l’altra volta i passeggeri si stringono per dare posto ai nuovi ospiti, molti si sistemano all’esterno del telone, sotto la pioggia battente che non accenna di diminuire. Mi viene in mente: NOÈ e la sua arca, mancano solo gli animali grandi ma il resto c’è tutto. Ripartiamo e lo stomaco, che si era calmato riprende la sua situazione, avviso il mio vicino che potrei aver bisogno di espellere e lui mi fa cenno di farlo pure nel fondo del barcone, dove oltre all’acqua si trovano bagagli sparsi, mi preparo con il fazzoletto ma decido di resistere a tutti i costi, mi immagino che spasso avrebbero tutti gli altri passeggeri di colore, io purtroppo questa volta l’unico bianco, a vedermi vomitare, quando loro con bambini piccoli e non al seguito stanno resistendo alla grande a questa traversata maledetta. Non lo so come ho fatto ma sono riuscito a controllare la situazione è arrivare ad Entebbe senza vomitare, sono tra gli ultimi a lasciare il barcone, vista la mia posizione di seduta, scendo e cerco disperatamente il mio pick up, che puntualmente mi vede, e senza fatica, vista la differenza di colore e mi porta alla macchina. Passiamo in mezzo a un casino inverosimile, passeggeri che lasciano e passeggeri che aspettano la partenza delle ore 14, ha piovuto anche qui è quando piove tutto diventa uno scarico a cielo aperto, ma la vita prosegue e ognuno cura il suo business, chi fa da mangiare, chi lava i piatti e non si Capisce con quale tipo d’acqua, chi non fa niente e guarda gli altri sbattersi, è un mondo a parte, e l’Africa dei poveri. Arrivare alla mia guest house e richiudersi alle spalle tutto questo è come sognare ad occhi aperti, sono sempre in Africa, ma dopo questo cancello trovo una diversa situazione, più accettabile, più vivibile. Mi accoglie il sorriso amico di Susan è una camera più attrezzata dell’ultima, con vista cui lago e ampi divani all’esterno riparati da una ampia gronda. Decido di saltare il pranzo per lasciare al mio stomaco, il tempo di recuperarsi e chiedo di avere la colazione al posto della cena, visto che domani mattina i miei compagni mi recupereranno alle ore sei del mattino. Intanto esce un sole benefico e dopo essermi recuperato totalmente mi straio all’esterno sino alle ore 17, ringraziando di essere qui sano e salvo e con il sole che mi sta asciugando la zaino e il resto dei vestiti bagnati. Finisco la serata rispondendo alle varie email, arrivate durante il giorno e navigando, finalmente con una decente connessione sul web.

Martedi 22/12/14 

Non avendo avuto il tempo di scrivere il diario ieri,  causa trasferimento a jinja con i miei compagni di viaggio, Ivan e Rossana, riprendo oggi dicendo che effettivamente la città di jinjia si differenzia dalle altre, per via della passata influenza indiana. La quale tuttora possiede una sua colonia numerosa che vive questa realtà africana con tenori di vita superiori ai locali ugandesi, fatta di attività proprie ben redditizie. Oggi visita breve a piedi, sino alle rive del Nilo dall’hotel eden rock, nostra sistemazione a jinjja, poi visita al mercato di jinja, ritorno all’hotel e relax sino alle ore 16.

Faccio fatica a scrivere il diario giornaliero, le giornate sono cadenzate da programmi interessanti ma intensi che non mi lasciano il tempo e la voglia di riassumere giornalmente quello che facciamo. Oggi cerco di descrivere sommariamente quello che abbiamo fatto nei giorni precedenti. Il giorno 23/12 siamo partiti molto presto e abbiamo visitato in tarda mattinata il parco :  ziwa rhino sanctuary , parco istituito per il ripopolamento dei rinoceronti in Uganda, i quali erano stati sterminati da irresponsabilità governative ecc. Ripreso il trasferimento per il pernottamento presso il Nature Lodge, campo tendato situato vicino al parco omonimo : fort murchison , giornata pesante per il Lungo trasferimento e arrivo dopo le ore 18:30. Tempo per una doccia e poi cena e a letto stravolti !!

 

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Giorno 24/12

Sveglia mattutina per cercare di vedere gli animali alle prime luci dell’alba, per poi arrivare alle rive del fiume Nilo e risalire a bordo di un boat le sue acque Sino alle cascate più alte di questo famoso fiume africano, arrivati ai bordi delle cascate scendiamo e risaliamo a piedi la parte esterna delle cascate per arrivare al top ed essere ripresi dal nostro driver: Denis, con il fuoristrada che useremo per tutto il tour. Prima di tornare al campo tendato, altro giro nel parco sino al tramonto del sole per cercare altri animali da fotografare, vana impresa servita solo a farci arrivare al buio al campo e di conseguenza tutto il resto al buio. Valigie per la partenza del giorno dopo e a letto stravolti di nuovo.

25/12

Natale in Africa 

Mattino ancora un breve game drive all’interno del parco murchison per poi dirigerci verso la cittadina di kibale, trasferimento pesante per la distanza è per le strade usate, arrivo dopo le ore 18 alla nostra sistemazione: kibale forest camp. Veniamo fermati alla reception per assistere ad una danza di benvenuto che un corpo di ballo, formato da sole donne locali, sta effettuando per gli altri ospiti presenti. Dopo una mezz’ora manifesto la volontà di avere le nostre tende per poter scaricare i nostri bagagli e farci una doccia, tentano di rifilarci una tenda veramente piccola per due persone e immediatamente sollevo obiezione a tutto questo. Veniamo invitati a cenare con la promessa di trovare una sistemazione alternativa per la fine della cena , così Ivan avrà la fortuna di avere una tenda da solo di livello superiore alla nostra assegnata ma comunque anch’io avrò la soddisfazione di avere una tenda da solo , senza avere il pensiero che al mattino potrei sentire la sveglia di Ivan , il quale per tutta la durata del tour doveva svegliarsi per effettuare la preghiera mattutina contemplata nella sua filosofia religiosa di derivazione buddhista.

26/12/14

Problemi di Energia elettrica al mattino e sveglia in ritardo, colazione in velocità e poi al punto di ritrovo del np kibale per il tracking degli scimpanzé, più di tre ore con una Guida ranger molto brillante e simpatica. La parte più avventurosa è stata inseguire uno scimpanzé a terra nella foresta e visti i rami e il terreno umido che ricopre la foresta, loro ambiente naturale, vi assicuro non è stata una passeggiata. Comunque tutto questo dopo averli osservati in gruppo, mentre si nutrivano sugli alberi e dove onoravano la nostra presenza con abbondanti defecazioni che hanno colpito qualche persona troppo fiduciosa nei loro confronti, le quali insistevano a restare verticalmente sotto i rami occupati dagli scimpanzé per poterli fotografare a più non posso. In questa situazione di stallo, ponete attenzione alle formiche a terra e sigillatevi il collo e la testa con un cappello, perché dall’alto questi piccoli insetti cascano e se entrano nei vostri indumenti vi renderete conto di quanto sono fastidiose e dolorose le loro punture. Ore 13:30 ci fermiamo sulle rive di un piccolo lago, creatasi sul fondo di un cratere, uno dei tanti che sono presenti in questa zona, pranzo in compagnia di un acquazzone equatoriale, che ci trattiene oltre il tempo dovuto. Poi in viaggio verso il trasferimento verso il np. Queen Elisabeth, con sosta nel punto segnato che rappresenta il passaggio della linea equatoriale per una foto ricordo. Arrivo al Bush lodge, splendido esempio di integrazione di un campo tendato in riva al lago Eduard, in compagnia di ippopotami e altri animali di questo parco che sarà visitato domani .  Cena sotto le stelle ad una altezza di circa 1000 metri, a lume di candela in compagnia di altre trenta persone che come noi stanno visitando l’Uganda e le sue bellezze naturalistiche. A letto presto per la sveglia mattutina che domani ci aspetta, per partire presto con la speranza di riuscire a vedere più animali possibile.

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27/12/14

Verso le ore 04 del mattino mi sveglio per la toilette e quando esco dalla tenda per dirigermi ai bagni esterni vedo un enorme ippopotamo che sta brucando l’erba nei pressi della nostra tenda, controllato a vista dalla sorveglianza del lodge, lo aggiro e dopo aver usufruito del bagno mi soffermo ad osservare questa scena che chissà se avrò ancora occasione di vedere nella mia vita. Partenza in orario e subito all’interno del parco queen Elisabeth, ma benché partiti alle ore 06:00 pochi animali si presentano ai nostri occhi, sino alle ore 10 solo i soliti animali piccoli ma niente di speciale, poi finalmente vengono avvistati due leoni e tutti si precipitano al punto di migliore osservazione. Qualche foto da lontano e poi un po’ delusi ci dirigiamo a pranzo vicino al porto di kazinga chanell, alle ore 14 gita di due ore sul canale di questo parco. Costeggiamo la sua riva dove abbiamo potuto ammirare, sulle sponde del fiume, elefanti, ippopotami, bufali, coccodrilli e svariati uccelli, nel loro ambiente naturale, completamente liberi di comportarsi a loro piacimento e senza problemi fotografati dalle numerose persone che assieme a noi erano salite sul boat, a due piani, adibito a questo, chiamiamolo safari, sul fiume !! Da consigliare.

Alle ore 16 ci dirigiamo ancora al parco del mattino per cercare di vedere ancora animali al tramonto e alla fine riusciamo a vedere, sempre purtroppo a distanze non proprio ragionevoli, altri due leoni, una coppia. Finalmente alle ore 20 torniamo al nostro campo tendato, dove dopo, aver cenato ci vengono assegnate altre due tende, posizionate all’entrata del campo è decisamente più spartane delle prime, posizionate in riva al lago. In questa occasione eravamo già stati avvisati del cambiamento ma non pensavamo che fosse così diverso e penalizzante, alla fine Ivan dormirà con Rossana, la quale spaventata dalla distanza che intercorreva tra le due tende e dalla presenza esterna degli ippopotami non intendeva dormire da sola con questi pensieri. Così altra notte da solo in una tenda enorme e anche se spartana, a mio parere comoda. Vorrei precisare che dormendo tutte le notti con i tappi per le orecchie, il sott. Non ha sentito tutti i rumori degli animali che popolano questi luoghi e che invece i miei compagni hanno condiviso !! Domani finalmente conosceremo la famiglia ugandese che ci ospiterà per i prossimi tre giorni e incontreremo anche il referente ugandese: julius,  socio del referente italiano di questo tour Operator ugandese.

 28/12/14

Partenza all’alba per trasferimento a Kisoro, per alloggiare presso l’home stay locale dove per tre notti dormiremo e mangeremo con una famiglia di locali. Arrivo verso le ore 17 e stop nell’ufficio di Gorillas Coofee tour, dove incontriamo julius e dove saldiamo il nostro viaggio in contanti a lui e riceviamo regolare fattura. Veniamo accompagnati da Denis in una zona fuori dal paese, situata in una valle adiacente al lago mutanda, un po’ scomoda e con una strada sconnessa ma in una zona veramente tranquilla. Qui esistono case povere e case più agiate, una di queste ultime appartiene a Robert, il quale vive con la sua famiglia e alcuni suoi parenti stretti. Una costruzione recintata con all’interno tre costruzioni separate adibite alla vita di questa piccola comunità locale. A noi ci vengono assegnate tre stanze singole, mai avrei pensato ad una simile fortuna, bagno in comune e ampia sala a disposizione. Unico svantaggio, la corrente elettrica viene fornita da due pannelli fotovoltaici ed è solo sufficiente a dare l’illuminazione ma non può dare la corrente alle prese, di conseguenza si deve tener conto di tutto questo, già prima dell’arrivo, perché se si vuole ricaricare i nostri vari apparecchi tecnologici si può solo contare sulla gentilezza di Denis che ogni sera portava i vari cell, camere ecc in paese per sottoporli a ricariche intensive presso delle postazioni adibite a tutto questo. Oppure ci si attrezza, come il sott, con una batteria tampone, già prevaricata in Italia, con la quale ho potuto sopperire a tutto questo disagio tranquillamente e senza dover affidare i miei apparecchi in mani di estranei.Cena con tre componenti della famiglia e acquazzone notturno, in questa zona dell’Uganda purtroppo in questo periodo è molto facile avere piogge durante il giorno e questo pensiero ci accompagnerà per tutta la notte, visto che al risveglio avremo il trekking dei gorilla, per il sott, il motivo principale di questo viaggio quaggiù.

 

29/12/14

Durante la notte ancora acqua, sveglia in orario e prime discussioni sulla possibilità che il tempo ci danneggi il trekking dai gorilla. Ore 06 il nostro driver arriva puntuale e si parte nel completo buio di quest’ora, passiamo nel centro del paese, dove a quest’ora la vita sta iniziando e dove le persone sono già sveglie e operose. In Kisoro esiste persino un piccolo aeroporto, dove piccoli aerei partono da Entebbe per trasportare ricchi turisti che vogliono arrivare in questa zona senza sobbarcarsi il lungo tragitto su strada che è necessario per poter arrivare quaggiù. Ma la particolarità di questo aeroporto e che la pista di atterraggio è stata costruita nella periferia del paese e la stessa si incrocia con la strada asfaltata del paese, di conseguenza sono state istallate due semplici sbarre che interrompono la circolazione per consentire a questi aerei di decollare e atterrare, una soluzione veramente alternativa, diciamo all’africana. Fuori dal paese prendiamo un’altra strada che il nostro driver usa per accorciare il percorso per raggiungere il luogo dove i ranger del parco tengono il briefing ai visitatori che hanno prenotato la suddetta visita ai gorilla di montagna. Partendo da circa 1700 metri di altezza si arriva a circa 2000 metri, su una strada sterrata colma di buche create dall’acqua e dalla quasi totale mancanza di manutenzione. Verso le ore 06:30, alle prime luci dell’alba lo scenario che si presenta ai nostri occhi ci ricorda le scene del famoso film: Gorilla nella nebbia, la nostra jeep arranca con fatica ma forte della sua trazione integrale procede sicura superando qualunque ostacolo si presenta sotto le sue ruote. Noi osserviamo compiaciuti la vallata che si allontana dai nostri occhi e la nebbia che la avvolge a tratti nella sua caratteristica e affascinante Visione, ci fermiamo solo due volte per catturare con le nostre macchine fotografiche questi irripetibili momenti. Verso le ore 07, iniziamo a incrociare le persone che si muovono per raggiungere i villaggi che stiamo incrociando al nostro passaggio, vediamo inoltre laboratori di falegnami che, forti della vicinanza degli alberi della montagna, lavorano il legno sul posto con rudimentali arnesi, proprio adiacenti alla strada, noncuranti del nostro passaggio, anzi quasi seccati della polvere sollevata dal nostro obbligato passaggio. La salita si alterna a piccoli saliscendi che ci indicano che comunque il nostro obbiettivo si sta avvicinando al pari delle lancette dei nostri orologi che dovrebbero segnalarci, se tutto procederà bene, le ore 08, quale orario del nostro appuntamento.Le persone salutano senza aspettarsi altrettanto da noi, si capisce che sono abituati ad individuare in questi tipi di macchine la presenza certa dei Muzungo, turista bianco per tutta l’Africa, noi rispondiamo dai nostri finestrini chiusi, non per noncuranza o arroganza ma solo per l’aria frizzante che ci ricorda che, anche se siamo in Africa, siamo in montagna e l’altezza fa la differenza. Bambini di pochi anni con carichi sulla testa o più grandi con biciclette cariche di ogni genere, persone anziane, quasi tutte donne, anche loro con fascine di legna sulla schiena, piegate in posizioni assolutamente assurde per la loro età e per la loro postura. Scene di tutti i giorni in questo continente, scene che non vedevo da dicembre 2014, dove viaggiando in Etiopia i miei occhi hanno incrociato tutto questo. Ogni volta che questo succede, mi fermo a pensare quanta differenza esiste e esisterà ancora nel futuro tra il nostro continente e questa povera terra, così semplice ma tanto sfortunata. Più ci avviciniamo è più ci rendiamo conto che il sole sta decisamente prendendo il sopravvento sulle nostre preoccupazioni meteorologiche, il nostro umore e l’eccitazione di questo incontro con questi primati, così somiglianti alla nostra specie, sale di pari passo con il convincimento che il tempo vuole donarci la possibilità di assaporare al meglio il top di questo viaggio. Ore 07:55, in perfetto orario, arriviamo al centro dei ranger incaricati di accompagnarci nell’area dove vive la famiglia dei gorilla che ci è stata data nel momento della nostra prenotazione, avvenuta verso la fine di novembre. Famiglia composta da due silverblack e due femmine e relativi figli adulti e due cuccioli. Con noi tre si aggrega un sig. americano: Walter, di conseguenza essendo solo quattro persone, ci sentiamo ancora più avvantaggiati e contenti di questa sorpresa. Finito il meeting con i ranger, i nostri autisti, assieme ai due ranger è un poliziotto, tutti armati, ci portano nel punto di partenza, da dove tutti assieme ripartiremo a piedi per incontrare la suddetta famiglia di gorilla. Nel frattempo altri due ranger stanno monitorando i gorilla nella foresta, per avere la certezza della loro posizione e attraverso dei ricevitori condurre i nostri ranger nella zona dove con certezza i gorilla stanno cercando il loro cibo quotidiano. Rossana recluta un aiuto per se stessa e il suo zaino, per una cifra che oscilla tra i 10 e 20 $, un’ottima idea per alleggerire lo sforzo del percorso sino all’incontro con gli altri due ranger incaricati di accompagnarci all’interno della foresta dove la famiglia sta sostando. Saggia decisione, visto che per arrivare lassù, nel nostro caso, siamo dovuto scendere e salire da un paio di collinette ripide e scivolose , dove i bastoni datoci dai ranger si sono rilevati essenziali per impedirci di cadere e forse rovinarci la giornata. Anche un piccolo fiume ci ha ostacolato , dove io per non bagnarmi le scarpe, ho dovuto entrare scalzo e rimettermi le stesse , e qui ho fatto i miei complimenti a Ivan , visto che ha avuto l’intelligente idea di non portarsi niente dall’Italia , ma di comprare un paio di stivali da pioggia , uguali a quelli che portano i ranger, spendendo solo 4 € e potendo poi regalarli a qualcuno quaggiù ,sicuramente facendolo felice per il regalo inaspettato. Il caldo del sole ci fa sudare parecchio e quando arriviamo dai due ranger ,tutti noi siamo sudati fradici . Breve meeting sul comportamento da tenere all’interno della foresta , niente bastoni , niente foto con flash ,zaini da lasciare in custodia agli altri ranger e si parte a colpi di machete , creando un sentiero dove i gorilla sono , in quel momento , presenti. Dopo pochi metri ci fanno notare uno dei loro giacigli , il quale è stato abbandonato ma prima di farlo e stato marcato con enormi escrementi puzzolenti .

Vuoi per fortuna , penso sia la cosa più veritiera in questo caso , vuoi per altro motivo la famiglia sta mangiando proprio lì vicino al giaciglio appena visto . Scorgiamo per primi una madre con i suoi piccoli giocare e mangiare allegramente, la cosa stupefacente e che non dimostrano nessun timore nei confronti di questi nuovi intrusi, e l’altra cosa più speciale per noi, il permesso dei due ranger di avvicinarsi ai gorilla, non entro i 5-7 metri come regolamento, ma molto più vicini, per consentirci di scattare le foto di questo particolare momento. Poi viene il turno del primo maschio di gorilla, il quale esprime la sua potenza con possenti grugniti, seguiti da altrettanti versi similari effettuati dai ranger, una specie di comunicazione tra degli animali e l’uomo. Questa cosa la si può raccontare in vari modi e altrettante sfaccettature ma solo vivendola in prima persona può essere percepita nella sua integrale particolarità e ricordata per il resto della propria vista. Solo guardando negli occhi i gorilla si può capire quanta affinità abbiamo, noi esseri umani, con questi animali, solo guardandoli nel loro ambiente naturale possiamo apprezzare la loro intelligenza e la loro semplice vita quotidiana. Solo abbassando la nostra macchina fotografica e restando in silenzio al loro cospetto si riesce ad assorbire quanta energia positiva trasmettono a noi . Se ci ferma a pensare un attimo al rischio dell’estinzione che questi animali hanno corso e corrono anche tuttora , vuoi per ignoranza ,vuoi per interessi economici o altro, Dopo averli visti così da vicino non si può fare a meno di pensare se esiste una così grande differenza tra noi e loro, io credo che se ci paragoniamo a loro e ai loro comportamenti, questa enorme differenza si riduce di molto, altrimenti non si potrebbe capire i nostri comportamenti così bellicosi e egoistici che applichiamo durante la nostra vita attuale è passata. Se pensiamo che la nostra intelligenza e così superiore, allora come ci possiamo spiegare tutto questo degrado che provochiamo ai nostri simili con guerre, interessi economici e altre assurde contraddizioni, che siamo superiori e un dato di fatto, che siamo più intelligenti sarebbe tutto da ridiscutere. Comunque per finire in bellezza riusciamo ad innervosire uno dei grossi silverblack, il quale spostandosi da una zona all’altra si appoggia con il suo grosso posteriore su un tronco sul quale Ivan si era posizionato in piedi per osservare meglio i gorilla, così facendo fa perdere l’equilibrio a Ivan, il quale deve buttarsi a terra dal tronco e cade proprio vicino al passaggio del gorilla, il quale si spaventa e d’istinto allunga un braccio per afferrare il braccio di Ivan che stava registrando il suo passaggio, inoltre apre l’enorme bocca con l’intenzione di morsicare Ivan, il quale velocemente si ritrae e continuando a registrare si trova bloccato dalla presenza di Walter e di un albero situato posteriormente, ma la situazione viene risolta dall’intervento di uno dei due ranger, il quale comunica con lo stesso grugnito dei gorilla qualcosa che calma l’enorme bestione, il quale fissa ancora una volta il ranger e Ivan per poi proseguire il suo cammino e fermarsi subito lì vicino per mangiare altri rami, tranquillamente con la schiena girata come se non fosse successo niente !!

Questa situazione ci ha mostrato quale livello di confidenza questi animali abbiano con i ranger che li monitorano tutti i giorni e quale livello di intelligenza possiedono per poter reagire positivamente anche in una situazione problematica come è stata questa. L’ora a nostra disposizione si prolunga di un’altra mezz’ora per la gentilezza dei nostri due ranger, e con molto dispiacere che ci si allontana da questa indimenticabile esperienza ma è giusto che sia così, perché questi animali hanno bisogno della loro vita solitaria e noi siamo solo intrusi che si permettono di condividere con loro una breve ma intenso momento della loro giornata quotidiana. Usciamo dalla foresta  ancora a colpi di machete e ci incamminiamo sul sentiero del ritorno, a metà percorso stop per consumare il pacco del nostro pasto preparato dalla nostra famiglia e anche i ranger mangiano con noi sotto il sole di questa faticosa ma incredibile mattina. Sul ritorno i nostri discorsi sono solo concentrati sui gorilla, dividiamo anche con Denis  i nostri commenti e la nostra soddisfazione per tutto questo. La strada del ritorno è ancora la stessa dell’andata e procediamo lentamente per non appesantire ulteriormente le nostre schiene con i continui sobbalzi che queste strade sterrate ci procurano, il nostro driver chiama tutto questo: african massage. Arriviamo alla nostra sistemazione nel pomeriggio e sazi della nostra giornata ci sistemiamo le nostre cose, chi riposando chi scrivendo e aspettiamo la nostra cena serale. Decidiamo di avvisare Denis che avremmo piacere di uscire dopo cena per passare un paio di ore in sua compagnia in qualche pub di Kisoro, ma mentre stiamo pranzando inizia a piovere e quando Denis  arriva lo ringraziamo ma rinunciamo al nostro progetto serale, però lo invitiamo a cenare con noi e Winni,  l’unica rappresentante della famiglia che ha sempre diviso con noi i nostri pasti, poi si finisce per avere una lunga discussione sui problemi dei nostri rispettivi paesi, così lontani ma così vicini per tanti aspetti negativi che i nostri governi ci donano allegramente  anno dopo anno.

30/12/14

La giornata inizia con una lezione di cucina, tenuta da Winni, la quale ci spiega come si prepara la polenta di banane, mi presto volentieri per la pelatura delle banane verdi, le quali vengono poi fatte bollire per preparare questo piatto così diffuso quaggiù e aggiungo così buono. Poi ci porta nella loro cucina, un locale esterno molto spartano, dove sono stati creati appositi spazi, dove con il carbone o la legna, meno costosa, loro cucinano e scaldano l’acqua per lavarsi, il posto non si presenta bene, ma è inutile commentare questa cucina se si pensa a come sono le altre sistemazioni delle famiglie più povere che abitano tutto intorno a questa piccola fattoria, la chiamo fattoria perché essendo composta da più stabili collegati o separati mi da questa impressione, tutto questo è frutto del lavoro costante, che i vari componenti della famiglia allargata che vive qui, quotidianamente esercitano per condurre una vita più dignitosa dei loro simili che non avendo più entrate economiche non potranno mai permettersi. Rossana non partecipa alla lezione di cucina, ma verso la fine si presenta e riesce a scattare alcune foto delle varie attrezzature e del cibo che sta cucinando sul fuoco, facciamo anche in tempo a vedere un topo scorrere sul piccolo marciapiede adiacente alla cucina che una gallina cerca di beccare senza esito. Ci viene confermato che i topi sono numerosi e interessano tutte le abitazioni, sia povere sia meno povere, che vivono questa vallata. Denis arriva e ci porta al lago mutanda per una escursione sul lago a bordo di strette canoe, fornite di due seggiolini ciascuno è condotte da un pescatore, indossiamo i nostri giubbini di sicurezza e ci infiliamo in queste strette canoe che , per la loro conformazione angusta ricordano l’abitacolo di una macchina di formula uno. Costeggiamo la riva alla ricerca di uccelli da fotografare , per poi dirigerci dall’altro lato della piccola laguna dove possiamo attraccare e scendere a terra . Scendiamo e ci incamminiamo verso la sommità di una collina , dove dopo una buona mezz’ora arriviamo alla cima , da dove possiamo ammirare la vastità di questo lago e la sua varia conformazione , peccato che la foschia non ci permette di avere una visuale lontana e le foto sono scadenti , ma rimane la bellezza del paesaggio e la sua quiete . Ritorniamo alle nostre canoe e sotto il sole cuocente rifacciamo la strada del ritorno , dove ci attende il pranzo da Winni. Alle ore 14 tutti da Julius a Kisoro, presso una piantagione di caffè , di qualità arabica , dove ci viene spiegata tutta la storia , dalla semina alla tostatura , del caffè prodotto in questa zona di montagna da molte fattorie ugandesi , e dove possiamo vedere con i nostri occhi le varie operazioni inerenti questa incredibile bevanda che in tutto il mondo milioni di persone apprezzano tutti i giorni , ignorando quanta fatica e quanta tecnica sta alle spalle di certe coltivazioni , tipo questa in oggetto , la quale è completamente biologica ma proprio per questo fatto , molto più laboriosa e non sempre fruttuosa come invece le altre sono. Alla fine la pioggia cerca di rovinarci questo evento ma fortunatamente ,mentre degustiamo il caffè , tostato e preparato al momento per noi , si esaurisce e possiamo recarci per l’ultima visita della lunga giornata a Kisoro. Questa visita e la più importante per il nostro tour Operatour, perché fa parte di un progetto chiamato: SAVE the vulnerable children project. Questo progetto partito per la volontà di due sig. svizzere intende aiutare i figli della etnia batwa, etnia ugandese, sparsa un po’ dovunque nell’Uganda, la quale fu scacciata ed emarginata dal governo ugandese per far spazio allo sfruttamento del loro habitat naturale, costituito dalle foreste dove anche i gorilla risiedono. Questa etnia vive sparsa in tutta l’Uganda in gruppi famigliari, il problema che questa etnia deve affrontare riguarda la quasi indifferenza che il governo attuale riserva a queste persone, così questa etnia ha perso la sua identità e si è trasformata in una società emarginata da tutti, addirittura semi sconosciuta persino dagli ugandesi !! Il progetto si impegna a investire i soldi che arrivano dalle donazioni e l’altro per finanziare la crescita scolastica dei figli di queste famiglie, ma solo verso i figli, perché se i soldi fossero donati alle famiglie sarebbero sprecati in alcool, droga ecc. Purtroppo questa comunità non riesce ad inserirsi nella società ugandese, la quale cerca di evitarla perché la considera pericolosa anche per i loro figli che frequentano la stessa scuola. È un po’ difficile dargli torto, vista la loro dissoluta vita che conducono, tra AIDS, marijuana, e altre malattie inerenti le loro condizioni, inaccettabili ai nostri occhi e anche  della popolazione ugandese. Quello che abbiamo visto è stata una situazione che per il sott. Ha superato tutte le precedenti, le quali erano già state pesanti, sarebbe inutile e mortificante entrare nei particolari di quali condizioni ambientali abbiamo trovato nell’area abitata da questa comunità, relegata nel distretto di Kisoro, ma vi posso assicurare che manca tutto e oltre quello che la vostra fantasia possa immaginare. Prima di aprire le due valigie che avevamo portato in dono a loro, le persone adulte e i loro bambini si sono voluti esibire in un ballo di gruppo in nostro onore, un ballo scatenato che ci ha permesso di mangiare la polvere del terreno attorno a noi, mentre chi non partecipava, assisteva impassibile con occhi persi nel vuoto o indifferenti a tutto questo, si percepiva la presenza dell’uso del fumo, dagli sguardi persi delle donne che usavano pipe inequivocabili e si percepiva l’uso dell’alcool da parte di alcuni anziani per i loro passi incerti e il loro continuo parlare con noi. Il rappresentante della comunità si è preoccupato di farci firmare, su un registro alquanto lurido è assolutamente inaspettato da noi, il nostro passaggio in questa dimenticata fetta di questa nostra terra, così lontana dai nostri dai nostri occhi e così lontana dalle nostre fantasie, che  dopo aver visto tutto questo inferno, anche tutte le nostre rivendicazioni sullo stato della nostra società italiana mi sono sembrate delle barzellette al confronto di tutto questo. Si lo so che quando tornerò in Italia, i nostri problemi, non risolti certamente in un mese di viaggio, mi assaliranno e mi dimenticherò più facilmente di questa esperienza, ma non sarebbe giusto non raccomandarla a tutti quelli che leggeranno questo vario e incompleto diario, almeno una volta nella vita si dovrebbe avere il coraggio di affrontare il conflitto che la nostra coscienza ci procura quando deve metabolizzare queste situazioni al limite della sopravvivenza umana. La serata finisce con i commenti su questo progetto e per finire con l’interrogazione di Winni, la quale è la responsabile della gestione delle donazioni economiche In loco e amministrative del progetto in oggetto. Anche noi scriviamo sul diario del home  stay i nostri commenti e suggelliamo con le nostre firme il nostro passaggio di questa particolare esperienza, di pochi giorni a contatto con i locali, pochi ma intensi e costruttivi per un tour di soli 12 giorni, comunque consigliabili, forse non a tutti, ma inequivocabilmente interessanti per capire più a fondo una realtà locale che i soliti tour si rifiutano di farci vedere. Potete vedere le fotografie allegate ma posso solo aggiungere che quando abbiamo aperto le due valigie, portate dal sott.e da Ivan, una piena di giochi e vestiti e l’altra solo di vestiti e lenzuola, c’è stato l’assalto a questa distribuzione e sia Ivan che Denis gli sono stati strappati a forza dalle loro mani e tra pianti e spintoni, in mezzo a sassi a piedi scalzi questa scena rimarrà per sempre impressa nella mia memoria, Denis voleva che partecipassi all’apertura della mia valigia, come Ivan ha fatto, ma vista la scena dal di fuori non ho avuto il coraggio di affrontare questa folla eccitata è incontrollabile e mi sono limitato a filmare parecchi minuti di questa inimmaginabile esperienza.

31/12/14

Partenza per l’ultimo giorno di quest’anno con destinazione lake mburo, ultimo parco del nostro tour, qui purtroppo devo segnalare un cambio di pernottamento, segnalatoci solo ieri sera da julius, il quale ci ha negativamente segnato la serata del capodanno 2014. Arrivati dopo le ore 18, dopo aver fatto un po’ di giri nel suddetto parco alla ricerca di animali nuovi, risoltasi solo con la vista delle zebre, mancanti nel resto dei parchi finora visitati in Uganda, veniamo portati in un campo tendato privo di luce, con dei servizi igienici veramente pietosi e con poco tempo di luce per metterci in condizioni di andare a cena, la quale ci era stata prenotata un altro lodge, visto che il nostro pietoso campo tendato era privo di cucina, perfino senza il break fast. Ma almeno questo si è rilevato una buona occasione per vedere con i nostri occhi un lodge da 300$ a notte, il ristorante con vista sulla savana veramente scenografico sia di sera che al mattino dopo per la colazione, in compagnia di un gruppo di antilopi stazionate davanti ai nostri occhi, a circa una ventina di metri. Comunque per calmare le nostre lamentele ci siamo accordati per avere la cena gratis, ma resta il fatto che questo cambiamento non ci è piaciuto molto. Comunque alle ore 23 già dormivamo e per il sott. Questo è stato il secondo capodanno in Africa senza nessun festeggiamento.

01/01/15

Dopo la sveglia e prima della colazione breve escursione in riva al lago per osservare l’inizio della giornata degli animali di questo parco, ma purtroppo solo qualche uccello e due ippopotami. Dopo la colazione nel lodge di lusso trasferimento verso jinjia con sosta alla palude chiamata mabamba swamp, per una gita su una barca in compagnia di un esperto locale, alla ricerca delle svariate specie di uccelli che vivono su queste paludi del lago vittoria, purtroppo vuoi per l’orario sbagliato (13 del pomeriggio con massima insolazione sopra le nostre teste) vuoi per un cibo sbagliato del mezzogiorno, Rossana accusa subito dopo malessere allo stomaco che ci suggerisce di fare ritorno prima del previsto, onde evitare problemi peggiori. Affrontiamo una deviazione sterrata, alquanto peggiore del traffico di Kampala, del quale il nostro driver voleva evitare, così anziché migliorare Rossana peggiora la sua situazione e noi con lei subiamo questo ulteriore massaggio africano. Comunque bene o male arriviamo a jinjia, all’eden rock, dove ci stanno attendendo. Visto il viaggio massacrante e la stanchezza procurata, decido di sostituire la mia notte in dormitorio, inclusa nel nostro tour, con una più confortevole stanza singola, dotata di due letti e bagno annesso, la quale resterà a mia disposizione per altre due notti, sino alla partenza dei miei due compagni il giorno 04/01/15. Per questa stanza pago 35 $ a notte inclusa la colazione, anziché 10 $ del dormitorio con colazione esclusa, vista l’esperienza precedente delle prime due notti dell’inizio del tour, ho giudicato assurda l’ipotesi di pagare 10$ e poi spenderne altri 8$ circa per avere una colazione completa e dormire in un dormitorio veramente pessimo. Alla sera dopo cena, io Ivan usciamo dal resort, mentre Rossana ancora mal messa si ritira nella sua camera e seguendo il suono della musica arriviamo ad un resort che ospita una balera all’aperto e con la modica somma di 2000sh a testa entriamo dopo aver superato l’esame del controllo esterno. Dj alla consolle e 4 blocchi di cemento adibiti a piste da ballo, più un terreno di terra rossa al centro, ancora vuoto al nostro arrivo. Balliamo in compagnia dei locali, unici Muzungo in questa serata speciale che festeggia il primo giorno dell’anno, la musica è solo musica locale, niente musica internazionale, solo pochi brani di vecchia data che sempre fanno audience. La maria gira quanto la birra e i ragazzi si lasciano andare a sfide di ballo tra di loro e contro di noi, ci difendiamo alla meglio ma la differenza si vende, anche se molti di loro si complimentano con noi, lanciandoci il classico pugno chiuso verso il nostro di risposta. Sino alle ore 23:30 le persone restano di età adulta o maggiorenne, poi dopo quest’ora iniziano ad arrivare famiglie intere con figli giovanissimi al seguito che ci guardano e ci sfidano al ballo, per un po’ riesco a reggere la situazione poi la cosa mi disturba e decido di andare a dormire, lasciando Ivan da solo in questa bolgia di corpi scuri avvolti nel buio della notte. Fuori una folla attende con pazienza il loro turno per entrare, praticamente scopriremo il giorno dopo, che questa festa si ripete ogni primo giorno dell’anno è praticamente interessa tutto il villaggio, noi siamo stati la loro sorpresa di capodanno, ma in compenso noi abbiamo avuto una serata indimenticabile in loro compagnia.

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 2/01/15

Ivan e Rossana vanno in paese con le moto, il problema di questo resort e che si trova sulle rive del Nilo ma dista da jinja almeno 5 km, la maggioranza dei quali sono costituiti da una strada sterrata in pessime condizioni, di conseguenza se si vuole avere una macchina per arrivare LAGGIU, si deve chiamare un taxi a jinjia e pagare 20000sh (circa 6 €) e altrettanto per il ritorno, con le moto costa 6000-7000 sh (circa 2 €) ma il prezzo da pagare consiste nell’ingoiare molta polvere e rischiare una caduta dalla Moto. Questa situazione scomoda mi fa decidere che i prossimi 5 giorni, dopo la partenza dei miei compagni di viaggio, li passerò vicino al centro di jinjia e precisamente nell’hotel: safari inn, il quale per 41000sh per notte (circa 13€) mi offre la colazione inclusa nella camera singola con bagno è una piscina. Inoltre per arrivare al centro con le moto il costo è di 1000sh per ogni corsa, decisamente più vivibile e meno costosa che restare all’eden rock. Io dal mattino mi accomodo ai bordi della piscina e altrettanto fanno loro al ritorno. Ivan inizia a scottarsi e Rossana preferisce stare all’ombra che rischiare lo stesso di Ivan. Verso le ore 14 iniziamo a sentire una musica che viene dalle nostre spalle dove dovrebbe esserci il villaggio abitato dai locali che noi incontriamo nelle vicinanze dell’eden rock quando usciamo dalla nostra prigione dorata !! La chiamo prigione perché in questo resort, come del resto anche negli altri presenti in Africa, la sorveglianza armata e le precauzioni su tutto il perimetro dell’area sono ben evidenziate e funzionano 24 ore al giorno. Se tutto questo esiste significa che è indispensabile, altrimenti non si spiegherebbe tutto ciò. Comunque mi incuriosisce la musica e benché Ivan non intende seguirmi, mi cambio e esco da solo dirigendomi verso questo suono così vicino, e in effetti a circa un km di sterrato mi trovo di fronte ad un tendone con parecchia gente seduta su lunghe panchine e altre in piedi fuori o attorno al tendone , titubante mi fermo ad osservare ,indeciso se avvicinarmi di più o tornare sui miei passi , perché mi rendo conto che la festa è privata e non pubblica , mi sto immaginando un matrimonio ma non faccio in tempo a realizzare il mio pensiero che due donne si avvicinano e mi invitano ad entrare per partecipare alla loro festa , la quale era stata organizzata per festeggiare il primo anno della nascita della loro nuova chiesa. Da buon ateo dovrei rifiutare ma la gentilezza e la felicità di poter mostrare ad un Muzungo , capitato per caso da quelle parti , questo loro evento , crea in me un imbarazzo di coscienza e allora entro tra di loro salutandoli in swuairi e vengo presentato ad un ragazzo che stava leggendo pagine della Bibbia , il quale cerca di parlare in inglese con il sott. ma le casse stereofoniche posizionate alla mia dx mi impediscono di capire il 50% di quello che dice . Comunque visto che nella piccola pista davanti al palco adibito alla cerimonia , ancora vuoto per il momento , alcune sig. si esibiscono in balli locali al ritmo della musica africana , così ritmata apprezzata anche dal sott,  chiedo al ragazzo se posso unirmi a loro , la mia richiesta e ben accolta , vista anche la totale indifferenza dei maschi presenti. Così facendo vengo accolto dalle sig. in pista e dagli incoraggiamenti delle altre sig. sedute sulle panchine , mi muovo disinvolto come mi riesce sempre quando la musica mi entra nel corpo e accolgo con gioia i loro apprezzamenti e alcune, come di comune uso quaggiù , si avvicinano e a turno mi mostrano le loro movenze ritmate , così diverse e sensuali dalle nostre ,unendovi le loro urla , derivanti da antiche usanze tribali che in tutta l’Africa ci ricordano che nessuna religione al mondo può togliere a questa gente la loro voglia di non gettare completamente il passato per un futuro che ancora stenta ad arrivare fra di loro , o perlomeno fra la maggioranza di loro. Dopo un buon 45 minuti decido che è giunto il momento di lasciarli alla loro cerimonia , che credo non sarà adatta al sott., di conseguenza esco salutando le anziane e con la scusa di dover incontrare i miei amici all’eden rock , prometto che cercherò di tornare dopo cena con loro per presentarli alla loro comunità . Una sig. più insistente delle altre mi accompagna e mi invita ad entrare nella sua abitazione ,che è posizionata a pochi metri dall’area interessata dall’evento , non volendo offenderla Accolgo la sua richiesta e entro solo con la testa dall’entrata principale della casetta , lei chiama qualcuno è quando sto per allontanami una ragazza esce dall’uscio e mi saluta , altri figli , così credo , sono sul prato intenti a giocare, quando finalmente mi sembra di essermi liberato arriva un’altra ragazza con un bimbo piccolo in grembo che la sig. mi presenta come una sua figlia , la quale era presente all’evento e si complimenta con me per il mio modo di ballare, poi mi invita a farmi preparare la cena da sua madre , ma declino l’invito dicendo che la cena è già inclusa all’eden rock . Capisco come queste persone cerchino , ad ogni possibile occasione , di guadagnare qualcosa in più , specialmente se dei turisti si avvicinano a loro e lasciano le loro paure alle spalle , ma purtroppo tutto questo accade raramente e anche se siamo stati alloggiati presso una home stay , in questo caso rischiare di venire a contatto con cibo , posate ecc in una casa di queste condizioni è veramente un grosso rischio per noi bianchi , privi di quegli anticorpi che qui tutti hanno guadagnato con continue malattie e molte morti . L’ebola sta ancora mietendo vittime e spaventa il resto del pianeta , vedendo come vivono quaggiù mi sembra ancora più incredibile che l’infezioni non si estendi ancor più di quello che c’è già , scrivo così perché la maggioranza di questi villaggi e ancora priva di acqua corrente e ogni famiglia deve prelevare da dei punti idrici l’acqua per l’uso comune di tutti i giorni e tante di queste persone si lava e lava i propri vestiti nelle acque del Nilo. Torno all’eden rock e informo i miei compagni l’intenzione di ritornare in loro compagnia dopo la cena all’evento in oggetto. Ma complice la lentezza del servizio di questo resort l’evento verso le ore 20 si spegne e di conseguenza abbandoniamo l’idea di raggiungerli. Finiamo la serata, io e Ivan, a zonzo per le strade buie della strada principale del villaggio e presso l’altra sistemazione turistica che accoglie anche un altro operator che organizza rafting e altre attività sul Nilo . Noi durante la giornata siamo riusciti a prenotare , tramite un operatore del nostro resort , la nostra mezza giornata  di rafting per il giorno seguente , al prezzo di 100$, praticamente uno sconto di 15 $ sui prezzi che tutti applicano qui a jinjia.

 

03/01/15

Ore 07:40 ci prelevano con un camioncino e ci portano al punto di partenza del rafting ,  Siamo in otto, noi due è una famiglia australiana e una coppia di tedeschi. L’organizzatore del rafting lo incontriamo al loro stabile , dove chi vuole può fare la colazione e dove ci vestiamo per scendere al punto di partenza già preparati . Io mi sono portato la muta che usavo per partecipare alle traversate o gare di nuoto sui laghi della Lombardia, vuoi per protezione ,vuoi per la temperatura dell’acqua che non conosco. Mentre facciamo colazione una ragazza dello staff mi saluta e con mia sorpresa riconosco la sig. con il bambino che mi era stata presentata il giorno prima all’evento della chiesa del villaggio , unica donna che lavora nello staff del rafting e , veniamo a sapere dopo da Brian ,anche l’unica donna ugandese qualificatosi per il prossimo campionato del mondo , in Canada a giugno 2015. Amina il suo nome , 30 anni e un figlio di 9 mesi , due bicipiti da uomo e una forza pure , incredibile sorpresa e oltre a questo si dimostra pure simpatica con tutte le persone che partecipano al rafting. Verso le ore 9 entriamo in acqua e Brian ci da una spiegazione per poter scendere le rapide e per lavorare in sincronia con gli altri compagni di gommone , il mio problema , parzialmente risolto da Ivan , e che ho molta difficoltà a capire questo australiano e il suo inglese , comunque appreso le principali operazioni si parte per questa temuta e desiderata esperienza. Saltando i vari particolari passo subito ai commenti di questa esperienza. Punto primo: il Nilo è un grande fiume e le sue sponde sono parecchio lontane , di conseguenza la corrente di questo fiume non è forte e per incontrare i salti delle rapide si è costretti a remare per parecchi tratti , quando poi si affrontano i salti l’esperienza è veramente rapida , tanto per usare la stessa parola del rafting. Per cui si passa tanto tempo a raccontare le proprie esperienze e le proprie vite agli altri, in poche parole alle ore 13 avevamo già finito la prima parte , per noi la sola parte pagata , pranzo a sacco tutti insieme e poi il resto del gruppo riparte per le ultime 4 rapide e noi veniamo riportati al nostro resort con un taxi , la differenza per tutta la giornata sarebbe stata di altri 25 $, ma ha questo punto ci è bastata questa prima parte per poter giudicare questo rafting insoddisfacente è troppo costoso per la spiegazione sovrastante. Ore 14 torniamo al resort e decidiamo di riposarci ai bordi della piscina ,ma purtroppo troviamo una compagnia di africani con donne al seguito che hanno piazzato un’enorme stereo ai bordi della piscina e stanno ascoltando e urlando con la musica a tutto volume. Rossana  ci accoglie incazzata come non mai , per la presenza di queste maleducate persone , ma benché abbia richiamato il personale del resort , la situazione non è cambiata !! Cosicché ci rassegniamo a questa situazione e aspettiamo l’ora della cena. Durante la cena chiediamo ad una inserviente del resort se ci poteva consigliare un locale tipico in jinjia dove poter ballare con i locali al ritmo della loro musica.  Per farla breve aspettiamo che lei finisca il suo turno di lavoro e io e Ivan chiamiamo un taxi e assieme andiamo a jinjia nel locale: queen palace. Ed essendo sabato sera troviamo pieno di locali e noi soli Muzungo, comunque balliamo assieme a loro e fra di noi concludendo un’altra serata indimenticabile. Torniamo al nostro resort con il pensiero che all’indomani le nostre strade si divideranno e io resterò solo per altri 8 giorni, ora che iniziavamo a divertirci in maniera diversa la musica cambia, ma così e la vita, un po’ su un po’ giù.

   /01/15

Rossana parte al mattino presto con uno shuttle che parte dal centro rafting situato a 200metri dal nostro resort, Ivan invece decide di usare i mezzi pubblici, visto che il suo bagaglio è costituito da un solo zaino la cosa è fattibile, mentre per Rossana e il sott. Avendo due bagagli, uno anche grosso, la cosa diventerebbe più problematica. Il nostro taxi ci preleva alle ore 08:30 all’eden rock e prima porta il sott. Alla mia scelta di jinjia: safari inn, e poi prosegue per la fermata dei taxi collettivi in centro città. Il mio hotel dista circa 1:50 km dal centro ma con le moto il costo è di 1000sh, volendo con una passeggiata si arriva ma rimane inclusa anche la polvere da ingoiare. Il costo per notte e di 41000sh (circa 15 € con la colazione), la camera singola non è il max della vita ma ho scelto questo hotel perché possiede una piscina e un bel parco con bungalow e bar inclusi. Devo aspettare sino alle ore 11 per avere la camera, poi finalmente mi posso cambiare e scendere nel parco e prendere posizione ai bordi piscina. Trovo un po’ di locali, che non immagino essere solo visitatori esterni, anziché clienti. Il bar propina musica a palla, un po’ rumorosa ma comunque di mio gradimento. Il pomeriggio passa sotto il sole e tra un bagno e altro alle ore 17 sono costretto a salire in camera, visto che il sole c’è ancora ma la posizione della piscina impedisce di averlo a disposizione sino al suo tramonto. Mi faccio preparare qualcosa per cena, niente di speciale come saranno tutti gli altri pasti presi qui, e poi finisco la serata a giocare e osservare gli altri che giocano a bigliardo nel bar all’aperto. Salgo a dormire pensando che se le serate Saranno così, non avrò nemmeno bisogno di spostarmi dall’hotel per cercare qualcosa da fare, ma purtroppo mi renderò conto nei giorni seguenti che quel movimento trovato oggi era solo dovuto alla giornata domenicale.

 05/01/15 

Oggi è lunedì e da oggi sino a giovedì sarò l’unico cliente che usufruirà della piscina, niente musica, solo rumori del traffico provenienti dalla strada adiacente all’hotel, ma sono abituato a isolarmi nei miei pensieri e nei miei ricordi, per cui la cosa non mi disturba, anzi la preferisco alla presenza di persone rumorose o invadenti. Vista la cucina non proprio di mio gradimento, decido che un pasto qui è sufficiente e per la sera vado al centro dove si può trovare ottime alternative sempre a costi ridicoli. Torno e mi corico presto, decido di non usare la zanzariera ancora per questa notte, ma mi dovrò ricredere al mattino seguente, visto le numerose punture di zanzara collezionate durante la notte.

 06/01/15

Solito tram tram del giorno precedente. Poi alla sera decido di chiedere ad una inserviente dell’hotel il nome di un buon locale dove ascoltare la loro musica e magari fare quattro salti in compagnia. Prendo l’indirizzo in mano e scendo il strada e mi ritrovo ancora lo stesso guidatore della prima moto usata qui, si chiama Robert, 40 anni, sulla strada dalla mattina alla notte, senza casco, senza una mascherina per la polvere, senza occhiali ancora per la polvere e per il sole, una vita da non scordare per il sott. Qui la vita, le vite, sono tutte di una durezza esagerata, quando si ascoltano le loro storie, perché per loro è normale cercare di raccontare a noi la loro vita quotidiana, la loro incapacità di cambiamento, vuoi per impietosirci, vuoi perché qualcuno così diverso li ascolta cercando di confortarli e magari aumentando la loro parcella, vuoi per tutto questo o per altro, ma resta il fatto che la maggior parte di queste persone che hanno lavori umili o anche chi lavora con tanto di studio acquisito, quasi sempre sono sottopagati è come il mio autista di moto cerca di arrotondare offrendo gangia o trasporti lontani dal centro, poi per le donne preferisco non aggiungere nulla che chi legge non può già immaginare. Arriviamo al locale e con mia enorme sorpresa mi ritrovo nello stesso locale di sabato scorso, Robert mi spiega che di martedì non c’è molta scelta, lo invito ad entrare con me a bere una soda (bibita tipo seven up ecc), mi rendo conto che il locale frequentato da soli uomini, tanti tavoli vuoti ma la musica è la stessa, piena di calore e penetrante. Oggi è l’epifania ma qui è una giornata come tante altre, per cui un martedì come tanti altri, né più né meno. Così parlando con Robert scopro che pratica la boxe e ha già fatto degli incontri in giro per l’Uganda, ma anche questo non è sufficiente per emergere e cambiare vita, genitori che chiedono aiuto, fratelli altrettanto, un cerchio che si chiude sempre su se stessi, ma si continua a sognare, si continua a lottare come le belve della savana, ma alla fine si continua a sbattere contro un muro di gomma. Ci si ferma un’ora sorseggiando la nostra bibita, un momento di relax per questa vita di strada, un momento di confronto e di riflessione per uno straniero che cerca solo di passare il suo inutile tempo quaggiù in questo pezzo di Africa nera ☺. Poi chiedo al mio bodyguard, ormai così l’ho classificato e lui sarà ben lieto di sentirselo dire, di riportarmi al mio hotel, lasciandolo libero al suo destino di questa sua quotidiana ennesima notte.

 08/01/15

Ultimo giorno a jinja, sms a Denis  per la conferma del nostro appuntamento di domani e poi al sole tutto il giorno, benché la zona di jinja non sia vicino al lago o abbia un’altitudine rilevante, durante la giornata c’è sempre aria che spira è che mitiga il caldo del sole, anzi quando ci si bagna per un momento, finché si è bagnati si sente freddo, manca l’odore del sale marino e sembrerebbe di essere al mare, meglio che sulle isole ssense sul lago vittoria, una piacevole sorpresa per la mia scelta di fermarmi qui questi ultimi giorni di vacanza. Dopo le Ore 17 mi faccio preparare chiapati e verdure al vapore, piatto vegetariano in onore di Ivan. In verità uno dei pochi piatti che mi sono piaciuti in questo hotel. Poi visto che oggi per un paio di ore hanno dato musica al posto, ho chiesto se mi vendevano uno di questi cd mixati composti da questa musica africana -regge, e per 15000sh è una soda inclusa mi porto a casa 4 ore di musica locale che mi ricorderà questo viaggio anche quando sarò nel nostro continente al freddo e magari quando starò spalando la neve con un paio di guanti di lana. Verso le ore 21 mi faccio portare al famoso pub -ristorante e sala giochi: il casino. 3000sh per accedere alla sala disco, consumazioni da 2000 sh per una soda e 4000sh per una birra da mezzo litro, in linea con il resto dei locali di jinjia, praticamente se uno beve anche di brutto, non riesce a spendere più di 10€ per una serata. Devo aspettare le ore 22:30 per vedere i primi clienti, orari diversi degli altri pub locali che iniziano molto prima la serata, qui si vede che hanno adottato gli orari occidentali. Orari che il sott. Non apprezza assolutamente ma che ormai fanno parte di usi e costumi che hanno stravolto le abitudini e le mentalità di tante nazioni. Qui la musica è un mix internazionale e disco Made in Uganda, ma pochi pezzi veramente di musica locale, meglio sicuramente la precedente disco: queen palace. Unico Muzungo anche in questo locale, ma chissà dove sono andati tutti quelli che vedo in giro per la città ?? Qui I vestiti dei più giovani sono più ricercati e stravaganti, anche le ragazze sfoggiano eccessi di eleganza, vicino ad abiti più sobri, tutti bevono e anche qui è vietato fumare. Anzi in Uganda pochi fumano sigarette, vuoi per il prezzo eccessivo, vuoi perché preferiscono fumarsi una canna che costa meno e gli piace di più. Molte ragazze si intuisce sono qui alla ricerca di guadagnarsi qualcosa in più o perlomeno di bere gratis con qualche generoso ballerino, offrendo in cambio il loro corpo per qualche ballo più spinto del necessario. Comunque verso le ore 24 il locale è pieno ma non in maniera eccessiva, verso la mezza decido di ritornare al mio hotel e uscendo trovo ancora giovani che salgono, probabilmente non è ancora l’ora di punta, ma per me è già stata sufficiente. Doccia e a letto con il pensiero che domani ripartirò per l’ultima escursione in Uganda, destinazione: Mbale  e le sue cascate.

 09/01/15 

Colazione e poi ad aspettare l’arrivo di Denis. Arriva con una mezz’ora di ritardo, strano ma vero. Si presenta con il van della coffee tour e con un’autista al seguito, mi spiega che si sentiva stanco perché aveva fatto un altro servizio e allora si è portato questo ragazzo, autista dei taxi collettivi, e lui resta come riserva e fa da guida, con i suoi 50$ al giorno si permette anche l’autista, incredibile ma vero, allora aveva ragione Ivan che con quella paga giornaliera Denis, quando lavora non se la passa male. Meglio così, io mi sento anche più tranquillo, anche perché questo van deve aver visto tempi migliori e anche se usano solo gasolio di Marca, il suo motore deve aver macinato km su km. Partiamo verso le ore 9:30 e alle ore 12 siamo già ad Mbale, scelgo dalla guida di Denis due alberghi che sono posizionati in centro città, anche se scoraggiato da lui, perché loro o scelgono alberghi fuori città o addirittura, come mi proponeva Denis, vicino alle cascate che voglio visitare, ma io voglio restare in centro per aver la possibilità di vedere il suo movimento e magari passare una serata musicale. Dopo aver sbagliato un paio di volte la direzione, Denis ferma un boda boda e ci facciamo accompagnare da lui nella via dove esistono due alberghi che mi interessano. Il primo che vediamo sarà la mia scelta, Wimpy hotel,  visto che il secondo offriva per una miseria di differenza, delle stanze decisamente scadenti. Così per 51000sg a notte mi piazzo per queste due ultime notti a Mbale, mangio a buffet per 10000sh e poi mi ritiro in camera per riposarmi un po’. Ho pagato il gasolio a jinjia per questo servizio, un tot di 1800000sh per 60 litri a 3100sh al litro, ma Denis mi dice che dovrò aggiungere ancora per arrivare ad Entebbe. Pago anche la metà del suo compenso in shilling, 1400000che equivalgono a 50$, poi a Entebbe vedrò cosa avrò avanzato e se dovrò  pagare il resto in $. La mia stanza da sulla strada sottostante, una delle principali di Mbale, il traffico è pesante e il relativo inquinamento acustico e materiale è visibile a occhio. Dopo un’ora di riposo esco sul balcone della mia stanza e inizio a osservare la vita di questa cittadina che scorre sotto di me. Purtroppo in questo momento che sono qui, la cittadina e alle prese con l’istallazione della rete fognaria e le strade adiacenti alla mia, sono interessate a questo terremoto, in effetti sembra sia passata una scossa di terremoto che ha squarciato le vie , ruspe e altre macchine pesanti si muovono in mezzo e ai lati delle strade , incuranti dei tentativi delle macchine e delle moto di infilarsi tra di loro per evitare di percorrere strade alternative più lontane , di conseguenza oltre al traffico normale di questa cittadina si aggiunge questa importante opera pubblica , peccato che non si voglia anche organizzare i divieti o i permessi di transito che in questi caso sono indispensabili. Verso le ore 17 decido di scendere in strada per perlustrare la zona , onde avere un’idea di come muovermi se volessi uscire di sera . Mi rendo conto che ho sbagliato a voler rimanere in città , aveva ragione Denis che dovevamo andare direttamente in una sistemazione  adiacente le cascate , qui muoversi di giorno e già un rischio , di sera al buio ancor di più. Sui marciapiedi tagliati dai lavori sono posizionati venditori di generi di abbigliamento , offrono la loro merce e cercano di togliere la polvere che si accumula ora dopo ora , venditori di verdura e di frutta sono al lavoro per smistare o esporre la loro merce , esiste comunque una regola non scritta che impedisce il mix dei generi venduti , da una parte l’abbigliamento , dall’altra i generi alimentari. Sento un comizio e mi avvicino per capire di che genere trattasi , purtroppo è in lingua locale ma mi rendo conto di assistere ad un comizio musulmano , perché  sento ripetutamente il nome di Halla e anche la parola Muzungo , non credo stiano parlando di pace fra due differenti popoli e religioni , e per di più non c’è uno straccio di turista in giro. Tutti mi guardano come se avessi sbagliato tutto , cerco di essere gentile con le persone che incrocio e alle quali concedo il passaggio ,ma sembra che mi vogliano ignorare , pochi sorrisi e tanti musi seri che incrociano i miei sguardi , non sono intimorito ma mi sento a disagio , comunque la presenza di uniformi di poliziotti mi rassicura completamente . Faccio un bel giro degli isolati attorno al mio hotel e poi deluso di tanto squallore e indifferenza ritorno al mio hotel. Comunque senza chiedere a nessuno , ho capito che la maggioranza di queste persone che abitano qui sono di fede musulmana , l’abbigliamento delle donne è la prova più concreta ,ma verificherò con Denis questa mia opinione , e in effetti mentre sto scrivendo sento il richiamo del muzaidin echeggiare in lontananza !! Osservo il sole tramontare sulle terrazze dei palazzi di fronte a me , è un bel sole pieno e rosso , da fotografare se non fosse per il triste contesto in cui è inserito. Le zanzare iniziano ad arrivare e decido che è giunta l’ora di rientrare nella mia stanza . Alle ore 19 scendo per cenare ,ma prima ritorno in strada per osservare il movimento di quest’ora , faccio amicizia con la solita guardia che controlla l’ingresso di questo hotel e chiedo anche a lui se esiste un pub o similari dove poter ascoltare musica e magari fare quattro salti , ma che colpo di culo che ho avuto scegliendo questo hotel , la guardia mi indica con la mano un locale illuminato dall’altra parte della strada a circa 100 metri dalla nostra posizione e aggiunge che è il meglio della città. Lo ringrazio e entro all’interno dell’hotel dove ordino del filetto di pesce con verdure fresche e pomodori , bibita e il solito conto di circa 15000sh. Risalgo in camera per aspettare almeno le ore 22, quale orario confermatomi dalla guardia dell’inizio della musica del pub . Ore 20:30 mi sto lavando i denti e all’improvviso la luce sparisce, cerco al buio la mia piletta e controllo la strada , in effetti il paese e al buio , qualche edificio risulta illuminato ma il resto è notte fonda , ad un certo punto parte il generatore dell’hotel e noi ritorniamo alla normalità☺ Ore 22 mi incammino verso il pub , scoprirò dopo essere l’unico di questa cittadina , prima un saluto all’amico guardiano dell’hotel e in un attimo sono davanti all’ingresso. Vengo fermato da alcune persone sedute sui gradini dell’entrata , uno dei quali mi chiede 8000sh quale biglietto di ingresso , e alle mie rimostranze per l’eccesso a somma richiestomi , mi risponde tranquillamente che comprende due consumazioni di birra, ottimo modo di assicurarsi una consumazione supplementare. Il locale si presenta subito con la zona disco , la quale possiede un odore non proprio gradevole. La seconda zona si estende all’esterno , in un cortile , dove sono piazzati vari schermi accesi che trasmettono i soliti programmi satellitari , tipo il nostro sky , parecchi tavolini è una zona bar con due bigliardi da carambola , inoltre in fondo , in una zona un po’ buia scoprirò successivamente , un altro bancone adibito alla preparazione di piatti veloci. Insomma c’è solo questo pub ,ma non si fanno mancare niente , specialmente per il gestore , il quale non avendo concorrenza sarà uno dei più contenti abitanti di Mbale!! Dopo una buona mezz’ora si intravede arrivare qualche persona in più delle già presenti , che stanno sfidandosi a bigliardo senza perdere un giro dopo l’altro. Mentre sono seduto , abbastanza scazzato , su di un sgabello , quasi più alto del sott.  un altro cliente , seduto di fronte a me , mi rivolge la parola e la serata vira in positivo, tralascio il nome ,visto che usa un nome locale impronunciabile e iniziamo una conversazione rituale tra due perfetti sconosciuti , ma almeno un qualcosa in più dei sorrisi cordiali dei giocatori di carambola , che stavo osservando da quando ero entrato ☺☺ Trascorre così un’altra mezz’ora e passano le ore 23, lui mi spiega che ora inizia ad arrivare la gente è che verso le ore 24 iniziano a ballare , la solita situazione assurda che a malapena accetto. Noto che vengono preparate le classiche pipe arabe , per la relativa fumata di acqua e …., e subito dopo qualcuno inizia a fumare in compagnia di alcune ragazze vestite in pieno assetto di caccia. Purtroppo l’odore del fumo si mischia con l’odore della frittura adiacente e il mio nuovo amico mi invita a seguirlo all’interno della discoteca , ci sediamo su dei divani a nostra scelta , visto che ancora la gente non li ha occupati integralmente. La musica ci impedisce di continuare la conversazione , perché lui ha scelto un posto proprio vicino ad una delle casse stereofoniche di questo pub. Non mi permetto di lamentarmi di questa scelta infelice e cerco di pensare che quando inizieranno le danze , mi sposterò e questa tortura finirà. Ma arriva altra gente è arriva anche quasi la mezzanotte , ma di gente che scende in pista non se ne vede proprio allora ad un certo punto decido di alzarmi e fruttando un po’ di spazio tra i nostri divani , inizio a ballare da solo , sono situato su una zona rialzata della pista principale e domino la visuale sulla pista stessa , pronto a scendere per unirmi alle persone che continuano a bere e a restare sedute come se fossero una schiera di adolescenti colmi di vergogna per il loro primo ingresso nel mondo degli adulti. La gente si incuriosisce per questo unico Muzungo che li sta umiliando in casa loro, il mio amico mi applaude ma non si alza per partecipare , però due coppie , situate alle mie spalle , iniziano a ballare tra i divani , offrendo generose danze sensuali e non la scintilla è accesa e finalmente dopo un’altra mezz’ora un gruppo di donne si sposta in un lato della pista ballando fra di loro , e il momento che aspettavo e scendendo come se fossi il John  travolta della balera , mi affianco a loro. Senza rendermene conto arriva l’orario della mia ritirata forzata , la chiamo forzata ,visto che un cartello categorico , situato sui gradini del mio hotel , avvisa i suoi clienti che per ragioni di sicurezza l’accesso alla zona delle stanze dei clienti dell’hotel , chiude alle ore 02. Saluto il mio amico che finalmente sta ballando alla grande e ci diamo appuntamento per la serata seguente , che essendo sabato dovrebbe essere ancora più affollata di questa , lancio un’ultima sguardo alla calca della gente che a quest’ora sta dando il meglio di se e scendo in strada , dove vengo assalito da una serie di boda boda , ignari della posizione ideale che il mio hotel mi offre. Breve saluto alla guardia è doverosa doccia prima di infilarmi sopra le lenzuola del letto, sopra perché nella stanza ci saranno almeno 25 gradi , essendo posizionata al terzo piano di questo stabile che viene irraggiato dalla mattina alla sera

10/01/15

Sveglia ore 07, scendo nella sala adibita alle consumazioni dei pasti e delle colazioni , ma con enorme disappunto l’orario promessomi il giorno precedente dal personale dell’hotel non viene rispettato. E sino alle ore 07:30 non riesco a iniziare la colazione , infatti devo anche saltare qualcosa , visto che vengo chiamato da Denis alle ore 08 , il quale stazionando all’esterno dell’hotel , si preoccupa del mio insolito ritardo. Rispondo spiegando la situazione e mi deve aspettare altri 15 min, onde permettermi di risalire in camera a prendere il mio zainetto e per le ultime operazioni igieniche. Ore 8:30 partiamo alla volta delle sisi falls, il van procede lentamente ma anche così in circa un’ora arriviamo a destinazione , ci fermiamo nel piccolo resort che Denis voleva usare come sistemazione per queste due notti , molto carino , situato sulla strada ma con lo stabile posizionato sulla vallata dove si trova la più importante delle tre cascate , la più alta ,circa 100 metri , e anche l’unica immortalata in tutte le pubblicità relative a questa zona e al monte ergon. Certo si fossi stato qui per le due notti , avrei potuto prendere il sole sia ieri pomeriggio che oggi pomeriggio dopo la visita delle cascate , ma non avrei certo avuto le due serate movimentate nel pub di Mbale. Comunque per chi cerca il relax e non viene da 5 giorni di rilassamento in piscina a jinjia , questo luogo e l’ideale per rilassarsi e per addormentarsi con il rumore dell’acqua che cade dalla cascata. Per accedere a queste tre cascate e due caverne si deve per forza assumere una guida locale per il costo di 25000sh , la quale abita nello stesso resort in oggetto. Peter ,19 anni , studente che parla un perfetto inglese , abbigliamento necessario: scarpe da trekking con una buona presa ,zainetto con una bottiglia da mezzo litro di acqua , occhiali da sole , camera , un bastone da climbing e se si vuole esagerare un binocolo. Il percorso parte subito in salita e il primo dislivello si sente subito, ma con due soste è sopportabile, qui siamo su un’altitudine di circa 1200 metri , la prima cascata non emoziona, si fotografa scendendo verso la seconda ma ripeto ,non entusiasma. La seconda è situata su un’area privata , questa cosa non l’ho capita ma ho capito che con i soldi si può avere quasi tutto. Mentre si scende si notano vari cartelli che indicano in 5000sh la somma da pagare per passare in questa zona e poi uscire da un altro resort di livello superiore (50$ a notte) dove la nostra guida deposita i soldi e prende la ricevuta. Questa cascata si differenzia dalle altre due per la possibilità di stazionare sotto il getto d’acqua che cade sottostante , inoltre è Dotata di una piccola caverna che non è niente di speciale , però nel complesso offre la possibilità di scattare foto molto particolari e di bagnarsi , con l’effetto dell’acqua nebulizzata che scende violentemente al suolo. In questo tratto di discesa si inizia a perdere l’equilibrio spesso e se non si ha una buona presa è un buon equilibrio il sentiero mette difficoltà alle persone più pesanti o più anziane. Ma il vero pericolo inizia quando si intraprende la discesa nella valle della terza e ultima cascata, la più bella è la più difficoltosa da raggiungere. Certo che quando si guardano i piedi di Peter , il quale indossava delle infradito , muoversi con disinvoltura e agilità , dove noi attrezzati esitiamo e a volte scivoliamo , tre volte per il sott, unica scusante indossare un paio di scarpe antinfortunistiche usurate che hanno finito il loro uso dopo questa ultima escursione in Uganda. Il sentiero molto stretto scende a tratti in verticale  e non offre sempre appoggi da ambo i lati , anzi a volte un lato è scoperto e se si sbaglia si rischia di precipitare per la collina per alcune decine di metri , ma comunque confortati dalla sicurezza di fermarsi in ogni caso sugli alberi posizionati in fondo a queste verticali discese . A metà percorso si può esplorare una grotta lunga circa 500metri ,ma della quale ho preferito evitare convinto che non fosse niente di speciale ,ma solo un modo di sporcarsi e di sbattere le corna , visto che il primo pezzo di doveva fare a carponi. Poi se si ascoltano le parole dei locali o anche delle nostre guide , sembrerebbe che tutto quello che vi mostrano è una cosa eccezionale. Ad un certo punto bisogna usare una scaletta verticale , costruita con paletti di legno , la quale mi ha ricordato , per la sua difficoltà , le chiese rupestri in Etiopia, alcune delle quali hanno solo queste rudimentali e precarie scale come accesso alle stesse. Qui anche la nostra guida l’ha affrontata con più attenzione del resto del percorso. Finalmente si arriva ai piedi di questa spettacolare cascata , accompagnati da altri ragazzi locali desiderosi di assistere alle nostre fatiche e alle nostre paure. Benché la mia macchina possiede un ottimo grandangolare , per far entrare tutta la cascata nella foto , ci si deve ingegnare non poco e non sempre il risultato soddisfa. Specialmente se si scende al livello del salto dell’acqua , tra la pioggia creatosi dall’acqua che si spacca sulle rocce sottostanti e dall’acqua della cascata spostata dall’aria che si crea durante la sua caduta , fotografarla e un’impresa difficoltosa. Proteggere l’obbiettivo della camera diventa la vostra prima priorità , porre attenzione a dove si mettono i piedi , visto che tutt’attorno è bagnato e scivoloso , e la seconda priorità , se tutto questo vi riesce avrete delle foto molto belle da mostrare ai vostri amici e da rivedere per voi stessi quando avrete la possibilità di incontrare ancora delle simili bellezze naturali. La risalita è molto più lunga della prima e mette a dura prova il fiato e il cuore , purtroppo si deve affrontare un’altra scala a pioli di legno , ancora più lunga della prima , e sulla quale l’autista di Denis , ha mostrato a noi la sua insicurezza a percorrerla. In pratica si scende dal lato sx della cascata e si sale dal lato dx, una gran bella escursione  per gente in forma , per gli altri una gran fatica e parecchie imprecazioni al vento , specialmente se le esprimete in italiano. Ritorniamo a Mbale per il pranzo , visto che quassù , a parte il lodge di lusso , non esistono che piccoli ristoranti locali , i quali sono sconsigliati per noi delicati occidentali! Ore 14 siamo ad Mbale , vengo lasciato al mio hotel e ci diamo appuntamento per il mattino seguente per il ritorno ad Entebbe , ultima destinazione prima del mio volo per l’Italia. Cerco di riposare per poter affrontare la seconda serata danzante , alle ore 19 scendo al ristorante dell’hotel per la cena e mentre sono seduto ad aspettare la mia ordinazione si avvicina una signora avanti con gli anni , molto elegante e curata nell’aspetto , la quale si presenta come la proprietaria dell’hotel, il suo nome e poi lo stesso che compare nell’insegna esterna e nelle guide turistiche . Molto gentilmente mi chiede le mie impressioni sulla mia scelta di fermarmi nella sua struttura e dopo averle detto le mie impressioni ,mi permetto di suggerirle , onde migliorare il suo servizio ai clienti , di applicare la connessione internet con wifi incluso a disposizione gratuita dei suoi clienti , almeno nelle aree comuni dell’albergo . Il mio suggerimento viene apprezzato e mi conferma che anche sua figlia la sta indirizzando verso questa scelta . Pranzo in sua compagnia , conversando del più e del meno sul suo e sul mio paese , poi all’arrivo del suo piatto , mi congedo augurandole buon appetito tutte le solite cose di rito. Finisco la serata ancora nella disco davanti al mio hotel.

1/01/15

Trasferimento ad Entebbe, stop nella periferia di Kampala solo per pranzare, ore 14:30 arrivo al solito hotel già usato in precedenza due volte. Doccia e recupero vecchie email, che in assenza di wifi, si sono accumulate. Colazione in sostituzione della cena e a letto presto per sveglia alle ore 02:45.

 12/01/15

Trasferimento veloce all’aeroporto, arrivo ore 03:15, controlli abbastanza minuziosi ai bagagli e anche prima di salire sull’aereo da parte di egypt air. Si può arrivar anche alle ore 03:40 tranquillamente per l’imbarco che non inizia prima delle ore 04:10. Volo regolare sul Cairo, nessun controllo all’arrivo per eventuali febbri presenti sui passeggeri, mi chiedo cosa serva tutto l’allarmismo che da sei mesi sta spaventando il mondo con il problema: Ebola, e poi devo scoprire che se arrivo in Uganda sono controllato e invece quando esco, a maggior ragione secondo me, non esige controllo né in Uganda né al primo scalo. Comunque solita attesa sul lungo corridoio che confina con i gate usati per il ritorno a Milano, un corridoio che offre pochi posti a sedere e dal quale si accede al proprio gate, dove la sistemazione è molto più confortevole, solo quando gli addetti decidono che sia l’ora.

 Conclusioni sull’Uganda

Il paese offre una buona ospitalità ai turisti che lo visitano, sia dal punto di vista della comunicazione, sia per quanto riguarda le sistemazioni, si può spendere poco ed avere delle camere decenti, sul cibo dipende dalle zone, ma generalmente non si muore di fame, benché abbia mangiato un po’ di tutto, comprese le insalate crude, non ho mai avuto problemi di stomaco. Il pesce è sempre ottimo, il filetto e il max, la carne di mucca di solito è abbastanza nervosa, la capra dipende dalla cottura, se a pezzi piccoli e morbida, altrimenti risulta più dura della mucca. Il riso è quasi sempre presente, anche integrale, con le banane verdi cucinano il matoke, una specie di pure, molto pastoso ma buono, il pane scordatevelo o perlomeno, raramente vi vengono presentati delle piccole michette all’olio o il pan carré, quello che si usa per le colazioni. Per i vegetariani non esistono problemi, vegetali e frutta sono sempre presenti, fagioli e altro anche ☺☺

Riguardo ai cambi di valuta, ogni cittadina possiede una banca dove si può effettuare il cambio di euro o dollari, per prelevare con il bancomat è preferibile avere una carta collegata al cambio della: visa, possedendo il circuito: master card ho avuto difficoltà a reperire una banca che usasse questo circuito, comunque presso questa banca , presente però in pochi luoghi, ho trovato il mio circuito ,di conseguenza cercate: Stanbic Bank. Le zanzare sono più presenti in prossimità dei laghi e del Nilo, ma la stagione scelta dovrebbe essere una delle migliori per avere meno possibilità di contrarre la malaria, ma purtroppo è solo una ipotesi virtuale, visto che ho conosciuto dei locali che avevano famigliari ammalati di questa piaga sanitaria. Certamente dormire senza zanzariera, o frequentare zone molto povere e rurali, ci espone ad un rischio maggiore, ma comunque anche prestando molta attenzione le punture sono comprese in qualunque paese africano voi visitiate. Se si decide di usare i trasporti pubblici e chiederete consiglio ad un ugandese, vi sconsiglierà di usare i famosi: taxi collettivi, molto in voga tra i travelling indipendenti che hanno in uso un solo zaino per bagaglio, molto economici e molto pericolosi per l’assurda velocità che usano su tutte le strade usate.

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